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Ddl Gianni: esposti al rischio chimico, trattamento uguale per tutti

Presentato in Parlamento il Disegno di legge N°5447 dell’onorevole Pippo Gianni (nella foto di Gianni Avvantaggiato) – del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale Amianto – che ha accolto le segnalazioni del coordinatore dell’ONA Sicilia Calogero Vicario e del presidente dell’ONA nazionale avvocato Ezio Bonanni, relativo ai lavoratori esposti al rischio chimico del cloro, delle ammine aromatiche e della nitro.

L’intervento legislativo dell’onorevole Gianni – cosi come il Disegno di legge sull’Amianto, presentato lo scorso anno e già assegnato alle commissioni di competenza -, è stato reso necessario per correggere una ulteriore discriminazione e disparità di trattamento dei lavoratori esposti sia al rischio amianto, sia  ad altri cancerogeni e, quindi, al rischio chimico nei siti lavorativi in Italia. Infatti, i lavoratori esposti al rischio morbigeno del Petrolchimico di Priolo (SR), cosi come quello di Gela (CL), di Milazzo (ME) e di tutte le altre regioni d’Italia, non possono beneficiare della legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 3, comma 133, perché la norma fu fatta solo per i lavoratori del sito produttivo dell’Acna di Cengio (SV), discriminando tutti gli altri occupati nei siti dove era presente lo stesso rischio. La norma, emanata in seguito della chiusura dello stabilimento ex ACNA di Cengio, di cui hanno beneficiato i lavoratori esposti al rischio chimico da cloro, nitro e ammine aromatiche, prevede il diritto al beneficio previdenziale che consiste nella moltiplicazione del periodo di esposizione per il coefficiente di 1,5, sia ai fini del diritto, sia della misura del trattamento pensionistico, senza limite temporale e senza limite di soglia, disposizione contenuta nella suddetta legge.

Il disegno di legge dell’onorevole Gianni prevede che ai lavoratori già esposti al rischio chimico da ammine aromatiche, cloro e nitro, indipendentemente dagli anni di esposizione, siano concessi i benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 – lo stesso che per gli esposti all’amianto – e successive modificazioni. In particolare, il periodo di esposizione al rischio chimico da ammine aromatiche è moltiplicato per il coefficiente di 1,5 sia ai fini della maturazione del diritto di accesso alla prestazione pensionistica, sia ai fini della determinazione dell’importo della medesima. Prevede, inoltre – come da sentenze della Corte di Cassazione n°10772 e 10773 del 27 giugno 2012 -, che non ci debba essere disparità tra i lavoratori dipendenti e quelli impiegati in appalto nello stesso stabilimento, oppure dell’indotto, dove era presente lo stesso rischio chimico.

Si invitano i lavoratori del settore a recarsi presso i gli sportelli informativi dell’ONA, dove potranno approfondire l’argomento e intraprendere le iniziative necessarie per conseguire un giusto diritto, col supporto legale dell’avvocato Ezio Bonanni.

Per contatti scrivere a segretariogenerale.ona@gmail.com

 

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