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I 110 anni di storia della casa

L’Agenzia regionale per la Casa e l’ Abitare (ARCA) celebra i suoi 110 anni dalla sua costituzione con due seminari in programma il 29 ed il 30 giugno con inizio alle ore 10.00 presso Villa Romanazzi Carducci di Bari.

Il programma dei seminari

Il programma dei seminari

Il nuovo codice degli appalti ed il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione sono i temi del convegno in programma il prossimo 29 giugno a Villa Romanazzi Carducci di Bari. All’appuntamento interverranno, fra gli altri Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, l’on. le Raffaella Mariani, relatrice della legge delega in materia di appalti pubblici e Michele Emiliano, presidente della Giunta regionale della Puglia.

Il giorno 30 giugno si terrà il convegno su “Efficientamento energetico e sostenibilità ambientale per gli edifici di edilizia residenziale pubblica” con l’intervento di Mauro Marani dell’ENEA, Davide Valenzano del Gestore dei Servizi Energetici GSE e Anna Maria Curcuruto, assessore alle politiche abitative della Regione Puglia.

I due seminari segnano i 110 anni dell’Arca che coincidono anche con l’avvio della riforma regionale degli ex Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP) trasformati in Puglia nelle attuali Agenzie Regionali per la Casa e l’Abitare (ARCA). Gli appuntamenti sono annoverati nell’assemblea nazionale di Federcasa, appuntamento storico per il capoluogo pugliese, con la partecipazione dei vertici degli enti di edilizia popolare di tutta Italia.

«L’Italia ha bisogno di un nuovo piano casa, in stile Fanfani, per contrastare la marginalità e realizzare almeno 200mila case popolari, da costruire nelle aree metropolitane». È questo il messaggio che il presidente di Federcasa, Luca Talluri lancia in occasione dell’assemblea di domani. Un appuntamento utile anche per fornire una fotografia sull’edilizia residenziale pubblica e sul disagio abitativo, nel nostro Paese. «Oggi abbiamo una situazione tale per cui, per tornare ai livelli degli anni ‘90, avremo bisogno di almeno 15-20 anni, sperando che nel frattempo non arrivino nuove crisi economiche», commenta Talluri. «Da uno studio sul disagio abitativo, che Federcasa ha commissionato all’istituto Nomisma, – prosegue – emerge che l’edilizia residenziale pubblica basta a soddisfare solo un terzo delle famiglie che ne hanno veramente bisogno, ovvero 700mila nuclei. In quest’ottica l’intervento del Governo, che ha stanziato oltre 490 milioni di euro, in 4 anni, per il recupero ed il ripristino degli alloggi del patrimonio pubblico vuoti, perché in attesa dei necessari lavori di ristrutturazione, rappresenta una momentanea boccata d’ossigeno, ma e’ evidente che occorre fare di più».

Parole, queste, che trovano conferma nei numeri che Federcasa sottoporrà all’attenzione dell’Assemblea generale, a partire da domani. Secondo tali dati il disagio abitativo, in Italia, e’ più che raddoppiato, rispetto agli anni ’90, periodo nel quale sono state fatte scelte fondamentali per l’edilizia residenziale pubblica, passando da 650mila nuclei familiari ad oltre 1milione e 600mila nuclei. Di questi, pari al 35% di tutti quelli che sono in affitto, 1,3 milioni vivono un disagio acuto, ed hanno quindi necessità di ricevere una casa popolare. Secondo i dati della ricerca che Federcasa ha commissionato a Nomisma, oltre 1,7 milioni di famiglie in affitto (il 41,8% del totale), hanno un’incidenza del canone sul reddito familiare pari al 30% e corrono, quindi, il rischio di scivolare verso forme di morosità e di possibile marginalizzazione sociale. Si tratta perlopiù di cittadini italiani (circa il 65%), distribuiti sul territorio nazionale in maniera piuttosto omogenea. Un bacino sul quale occorre intervenire al più presto, come confermano anche i dati relativi ai nuclei che occupano le graduatorie per le case popolari. Tra questi, il 57% paga un canone di locazione superiore a 450 euro al mese, trovandosi quindi in difficoltà nell’adempiere al pagamento. Il 49,8% di chi occupa la graduatoria vive un disagio economico per basso reddito e/o canone oneroso, mentre il 12,2% è in disagio legato alle condizioni abitative (sovraffollamento, abitazione con barriere architettoniche, o antigenica).

Tra i temi affrontati dall’Assemblea, anche quello relativo alle occupazioni abusive. Una situazione che riguarda il 15% degli alloggi popolari e che, per essere contrastata, necessita di una serie di interventi anti intrusione come la protezione fisica degli alloggi, o la rapidità nell’eseguire interventi di manutenzione.

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