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Oliviero Toscani e il nuovo paesaggio italiano

Puntate la vostra fotocamera, zoom, fuoco. Ed ecco davanti a voi il “Nuovo Paesaggio Italiano”. A suggerirlo uno dei più famosi fotografi italiani, Oliviero Toscani, milanese classe ’42, che invita tutti a diventare “fotografi utili”. Dopo il suo ultimo lavoro, in cui i suoi della casa di comunicazione “La Sterpaia” da anni immortalano in giro per le piazze d’Italia una collezione di volti di gente comune per il tour di Razza Umana, questo in cosa mai consisterà?

logo nuovo paesaggio“Nuovo paesaggio italiano” è un progetto che parte dalla fervida mente di Toscani e subito coinvolge il direttore della Scuola Normale superiore di Pisa e accademico dei Lincei, Salvatore Settis. «Tutti possono essere fotografi – assicura Toscani – tutti siamo fotografi in realtà. Dobbiamo ricominciare a guardare e vedere ciò che non ci piace. Siccome ci sono così tante bruttezze in Italia, abbiamo chiusi tutti gli occhi, nessuno guarda più e nessuno si accorge più della immondezza estetica che ci circonda. Allora chiamo a raccolta tutti quelli che hanno voglia di aprire gli occhi ancora, di guardare, e vi chiedo di fotografare (che è facilissimo al giorno d’oggi, col telefonino tutti hanno una macchinetta fotografica), ciò che è brutto». «C’è molto bisogno di azione popolare – incalza Settis – perch’è in corso una mutazione genetica: con la cementificazione, gli eco-mostri, l’abusivismo, e i condoni, gli italiani stanno facendo a pezzi i paesaggi del Belpaese costruiti nei secoli».

Oliviero Toscani

Oliviero Toscani

Che fine ha fatto dunque il Bel Paese? A raccontarlo ci penseranno tutti coloro che avranno voglia di un semplice clic e che contribuiranno con le loro immagini alla creazione di un archivio multimediale, un sito internet che conta di divenire un’esposizione collettiva in costante aggiornamento (www.nuovopaesaggioitaliano.it). Perchè ciascuno, con i mezzi tecnologici attualmente a disposizione su vasta scala, già con la solo fotocamera del proprio telefonino per esempio, può documentare degrado, brutture, sbagli e scempi che hanno devastato e continuano a devastare il nostro cosiddetto Bel Paese. Tutti – come si augurano gli organizzatori dell’iniziativa – possono dunque diventare delatori per migliorare il nostro ambiente!

un esempio di ecomostro sulle nostre coste italiane

un esempio di ecomostro sulle nostre coste italiane

Una fotografia che diventa “vera arte”. Non da appendere ai muri, ma memoria storica dell’umanità, spiegano i promotori del progetto. Un contenitore culturale legato e applicato, non solo, alla territorialità, ma anche agli usi e ai costumi degli italiani. La delazione fotografica come arma civica che comporrà un murales fotografico lungo 100 metri. Esposta in ogni città, la prima mostra è in questi giorni a Sovereto presso la cantina toscana Petra progettata da Mario Botta.

Insomma, conclude Toscani: «Siate delatori contro lo scempio paesaggistico, fate sì che la fotografia diventi utile memoria. Non voglio essere nè nostalgico nè conservatore. Ma ambientalismo vuol dire costruire il necessario e costruirlo bene».

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