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Olio usato: da problema a risorsa

Scende il quantitavo di olio usato raccolto ma migliora la qualità. Questo, in sintesi, il quadro emerso dal Rapporto di Sostenibilità 2010, appena presentato dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Da problema a risorsa, dunque: negli ultimi anni ci si è resi conto sempre di più di come l’olio usato possa costituire un’importante fonte economica per il nostro Paese. Una materia che può essere rigenerata e tornare a nuova vita, preservando le stesse caratteristiche del prodotto d’origine. Il riutilizzo dell’olio lubrificante ha permesso un risparmio complessivo di quasi 2,9 miliardi di euro sulle importazioni di petrolio del nostro Paese. Nel 2010 sono state 192mila le tonnellate di oli lubrificanti usati raccolte in Italia, circa l’1% in meno rispetto al 2009, in un contesto in cui il mercato di olio lubrificante nuovo immesso ha visto un incremento del 9,5%. Una lieve flessione che è però compensata dall’aumento della quantità di olio destinato alla rigenerazione, pari a 169.787 tonnellate, ovvero più dell’88% del totale raccolto con un +2% rispetto al 2009. «I risultati sono soddisfacenti – fa sapere il presidente del COOU, Paolo Tomasi – dal momento che riusciamo ormai a recuperare oltre il 95% del potenziale raccoglibile; ma il nostro obiettivo resta quello di raccogliere il 100% dell’olio lubrificante usato, e per fare ciò abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, dalle amministrazioni alle imprese, passando per i singoli cittadini: con il nostro lavoro salviamo l’ambiente e al contempo aiutiamo il Paese a risparmiare nelle importazioni di petrolio».

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