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Olio pugliese: ancora razzie di olive in Puglia ed è allarme frode

olio pugliese

Tra frodi e furti, il patrimonio di olive e olio pugliese è messo a repentaglio. Colpa dei predoni di campagne e del mercato parallelo di prodotti agricoli.

Olio pugliese tra frodi e furti. Colpa dei ‘predoni delle campagne’ che stanno facendo razzia di olive.

Quelle stesse olive che – lamenta Coldiretti – andrebbero sorvegliate come diamanti e scortate durante i trasferimenti nei frantoi. Ma non solo. A danneggiare l’economia nostrana c’è anche il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità. Invece, non si tratta d’altro che di uso illegale del marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola locale e dei consumatori.

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Olio pugliese: le razzie di olive

La razzia avviene in «due – tre minuti, durante i quali riescono a portare via oltre 30 chili di olive ad albero – denuncia Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia  – battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante». Oliveti depredati in particolare nel Barese, Tarantino e Foggiano. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi mentre i complici percuotono i rami, per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta. A questo si aggiunge un altro problema. “Il calo della produzione del 25% rispetto alla media pugliese – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – sta facendo degenerare la situazione”.

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Olio pugliese: i controlli

Sequestri e controlli sull'olio

Sequestri e controlli sull’olio

Sono però partiti i controlli per verificare la corretta rintracciabilità dell’olio in tutte le fasi della lavorazione e commercializzazione. In una settimana, nel Foggiano, sono emerse diverse irregolarità. La Forestale ha sottoposto a sequestro 135 Kg di olive verdi in salamoia detenute per la vendita con la data di scadenza superata. Sono stati sequestrati 100 Kg di olio extra vergine di oliva confezionato privo di idonea tracciabilità. Sono state denunciate due persone e sequestrati due serbatoi contenenti 600 litri di olio di oliva da classificare del tutto privi di idoneo sistema di tracciabilità.

Complessivamente, sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 7.000 euro. Inoltre, la Guardia di Finanza ha scoperto in un frantoio a Torremaggiore oltre 53 quintali di olive rubate pronte per essere molite.

Olio pugliese: le frodi

Ma i furti materiali non rappresentano le uniche problematiche. A impensierire i produttori locali, in questo momento, è l’olio ricavato da olive di varietà Arbequina. In sostanza, in Puglia sono stati impiantati molti alberi della varietà iberica e per questo il prodotto spagnolo diventa, di fatto, italiano.  Una agevolazione è arrivata anche dal Psr Puglia 2014-2020, con numerose domande di aiuto per il finanziamento di impianti superintensivi di Arbequina. E’ quello che viene ribattezzato ‘Olio di carta’, che già nel 20’14 portò all’omonima operazione: indagini accertarono che produzioni di olio inesistenti venivano attribuite ad aziende compiacenti, per costruire a tavolino il quantitativo fatturabile di olio importato dall’estero già previsto come made in Italy.

Olio pugliese: export e truffe

Nonostante questo, le esportazioni dei prodotti agricoli (+9%) e dell’agroalimentare (+4,9%) danno slancio all’export pugliese. Lo certifica il Rapporto sull’Economia della Puglia di Bankitalia, nonostante il sensibile ridimensionamento produttivo determinato dalla tropicalizzazione del clima. Cresce anche l’occupazione in agricoltura.

Numeri soddisfacenti dell’ortofrutta pugliese – commentano da Coldiretti – che ha superato la soglia dei 750 milioni di euro di prodotto esportato sui mercati internazionali che in termini di aree geografiche riservano non poche sorprese.

Controlli sulla qualità dell'olio

Controlli sulla qualità dell’olio

L’olio è il terzo prodotto pugliese più esportato per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia.

Il timore per la prossima campagna olearia ormai alle porte, però, è che la penuria di olio pugliese faccia crescere ulteriormente le importazioni di olio dall’estero. «L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che ‘drogano’ il mercato dell’olio extravergine di qualità, con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto – conclude Coldiretti Puglia – confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare».

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