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Olio di Palma sostenibile con certificato RSPO

Olio di Palma sostenibile

Olio di Palma sostenibile è il nuovo obiettivo di RSPO, Roundtable on Sustainable Palm Oil, che misura i minori impatti della produzione certificata sostenibile su tre diversi aspetti: l’ambiente, la società e l’economia.

Olio di Palma Sostenibile rilavato dall’Impact Report 2016 di RSPO, contenente dati aggiornati dalle industrie europee che si sono già impegnate nell’obiettivo 100% olio di palma certificato sostenibile, con Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito in prima linea verso il raggiungimento dell’obiettivo.Olio di Palma con certificato sostenibile. Di cosa si tratta:

RSP ha pubblicato oggi l’edizione 2016 dell’Impact Report, che contiene dati sui risultati ottenuti dall’associazione in termini di sostenibilità sociale e ambientale nella filiera dell’olio di palma.

RSPO ambisce a trasformare il mercato dell’olio di palma in senso sostenibile, e misura i minori impatti della produzione certificata sostenibile su tre diversi aspetti: l’ambiente, la società e l’economia.

Obiettivo 100% olio di palma certificato sostenibile
  • Aree ad alto valore di conservazione: al 30 giugno 2016, le aree ad alto valore di conservazione presenti all’interno di concessioni certificate sostenibili RSPO sono pari a 157.115 ettari, in crescita del 9% rispetto a giugno 2015. Quest’area, dedicata a foresta e dove spesso vivono comunità indigene, rappresenta l’equivalente di oltre 200.000 campi di calcio.
  • Paraquat: sono già 40 i produttori di olio di palma sostenibile RSPO che hanno eliminato questo pesticida, mentre almeno 33 hanno istituito policy che vietano l’uso di pesticidi di categoria 1a e 1b
  • Risoluzione delle controversie: sui 63 casi aperti dal 2009, già 41 sono stati risolti o in fase di risoluzione
  • Supporto ai piccoli produttori: dal 2013 RSPO ha attivato un fondo in favore dei piccoli produttori sotto i 50 ettari (Smallholder Support Fund), per rimborsare i costi di certificazione e promuovere diffusamente pratiche di agricoltura sostenibile, certificando nell’ultimo anno 109.415 piccoli produttori

Oltre a monitorare gli impatti della produzione certificata sostenibile RSPO, il report identifica le aree di contributo da parte dell’associazione ai 17 Sustainable Development Goals lanciati dall’ONU nel 2015. RSPO, attraverso le sue azioni, è già impegnata a supportare cinque di questi obiettivi: fame zero, acqua pulita e igiene, lavoro dignitoso e crescita economica, consumo e produzione responsabili, vita sulla terra.

“RSPO riconosce che la coltivazione di palma da olio è stata una delle maggiori cause di deforestazione nelle aree tropicali. Tuttavia, come emerge dai dati presentati oggi, l’opzione certificata sostenibile permette di coniugare la coltivazione alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e delle comunità locali” ha commentato Darrel Webber, CEO di RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil). “In futuro, dobbiamo continuare a lavorare con le istituzioni nazionali e sovranazionali per definire il giusto bilanciamento tra sviluppo economico e tutela dell’ambiente”.

Chi è la RSPO
La Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO) è stata formata nel 2004 con l’obiettivo di favorire la crescita e l’uso di prodotti di olio di palma sostenibili tramite standard globali credibili con l’impegno delle parti interessate. La sede dell’associazione è a Zurigo, Svizzera, mentre il segretariato ha attualmente sede a Kuala Lumpur con uffici satellite a Giacarta, Londra e Zoetermeer (Paesi Bassi).

L’RSPO è un’associazione no profit che riunisce gli stakeholder della filiera dell’olio di palma – produttori di olio di palma, operatori commerciali o raffinatori, produttori di beni di consumo, rivenditori, banche e investitori, ONG ambientaliste, sociali o di sviluppo – per sviluppare e implementare standard globali per la produzione di olio di palma sostenibile.

Questa rappresentazione multilaterale si riflette nella struttura di governance dell’RSPO, esprimendo la filosofia della “tavola rotonda” dando eguali diritti ad ogni gruppo e dando loro modo di mettere a punto programmi specifici, facilitando i rapporti tra operatori, invitando alla collaborazione verso un comune obiettivo e a prendere decisioni unanimi.

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