Oli lubrificati usati, firmato protocollo tra Cina e COOU

La Cina adotta il modello italiano per i rifiuti pericolosi, in particolare gli oli usati. La delegazione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU), guidata dal presidente Paolo Tomasi, infatti, ha partecipato al 4° Convegno Annuale sull’Industria della Rigenerazione degli Oli Usati ad Anqing ed ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la China National Resources Recycling Association. L’intesa prevede il trasferimento del know-how italiano per gli assetti normativi e regolamentari, le esperienze di organizzazione di raccolta e le tecnologie di rigenerazione.

Il Consorzio e la sua filiera, costituita da aziende di raccolta e rigenerazione hanno sviluppato una best practice che rende esportabile il modello italiano in tutte quelle economie avanzate, nelle quali il problema olio lubrificante usato è particolarmente significativo. La missione del Consorzio in Cina s’inserisce negli accordi italo-cinesi sulla tutela ambientale ed è sostenuta dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Mare e del Territorio. L’esperienza si pone in coerenza con gli orientamenti del Governo Cinese, ribaditi nel 12° Piano Quinquennale, che attribuiscono una forte priorità a tutti gli aspetti ambientali all’abbattimento dell’intensità energetica con particolare attenzione al recupero e riciclo delle materie prime.

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