Oleoturismo, anche la Puglia è pronta

Iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione

Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida per sviluppare una nuova forma di turismo legata all’olio

Dopo il turismo di massa, il turismo culturale, il turismo sostenibile e l’enoturismo, il Governo ha riconosciuto anche l’oleoturismo. Oggi il turismo è sempre più diversificato perché si sono diversificate le necessità degli utenti. Il turista non è soltanto colui che va in vacanza per divertirsi, ma è anche chi cerca la natura, la cultura, l’autenticità dei luoghi e dei sapori, lontano dalla confusione e della città.

Non è più un turismo veloce, ma lento e ponderato, da assaporare con cura; è anche scoperta e valorizzazione. Ecco perché è nato l’oleoturismo.

Che cos’è l’oleoturismo

L’oleoturismo nasce dalla necessità di valorizzare uno dei prodotti italiani, e pugliesi in particolare, tra i più apprezzati e venduti al mondo: l’Olio. Il principio sembra banale ma non lo è: permettere la conoscenza dell’olio d’oliva. Per far ciò è possibile regolamentare e organizzare visite nei luoghi di produzione e nei campi, prevedere eventi per la degustazione e la commercializzazione delle produzioni, e lanciare iniziative didattiche e ricreative.

Giuseppe L'Abbate
L’on. Giuseppe L’Abbate

In questo la Puglia, ancora una volta, può essere un’importante modello e trampolino di lancio dell’oleoturismo. L’olio pugliese è apprezzato in tutta Italia e nel mondo, ma è anche molto copiato. Alcuni nazioni del Mediterraneo lo mischiano per migliorare la qualità del proprio olio, ma i tentativi sono scadenti.

«Ora – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura – il comparto olivicolo-oleario nazionale avrà nuove opportunità da cogliere, attraverso un’offerta enogastronomica ed esperienziale più professionale. Una occasione che la Puglia, terra olivicola d’eccellenza dove si produce quasi il 60% dell’oro verde italiano, deve saper interpretare da protagonista».

La soddisfazione di Stefàno

Il sen. Dario Stefàno

Un passaggio importante è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto sulle linee guida per l’esercizio dell’attività di oleoturismo. A darne notizia il senatore Dario Stefàno, presidente della commissione Politiche dell’Unione europea e padre della norma inserita in legge di bilancio.
«L’oleoturismo valorizza una tradizione che in Italia, insieme al vino, vanta un patrimonio inestimabile fatto di storia e storie, autoctonie, paesaggio, ambiente, gusto. Il turismo dell’olio integra e completa perfettamente quel tipo di offerta turistica esperienziale sempre più rispondente alle esigenze di turisti e viaggiatori che vogliono scoprire gli angoli più autentici e suggestivi del nostro Paese. Si tratta di un altro obiettivo che mi ero posto in questa legislatura e che sono contento sia stato centrato. La palla, adesso – spiega Stefàno – passa alle singole Regioni per compiere veramente l’ultimo miglio necessario a dare effettiva e piena operatività ad una norma pensata e voluta come occasione e opportunità di diversificazione e ampliamento del reddito per i produttori di olio, ma anche per arricchire l’offerta turistica resiliente al Covid. Mi auguro si faccia più in fretta di quanto fatto con il recepimento del decreto su Turismo del vino».

Gallinella: ora tocca alle Regioni

L’on. Filippo Gallinella (fonte: www.filippogallinella.it)

Anche il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della Commissione Agricoltura, ha commentato il decreto: «Con la firma del decreto attuativo, l’oleoturismo diventa finalmente realtà. Ora toccherà alle Regioni attivarsi per allineare le proprie normative locali alle linee guida del decreto, affinché vi sia un minimo comune denominatore in tutta Italia, riconoscibile attraverso il logo distintivo. La norma attuativa sull’oleoturismo può servire da slancio a un settore da tempo in sofferenza: unita a nuove strategie di vendita e alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l’innovazione dei frantoi, potremo portare valore aggiunto distribuito sul tutto il territorio italiano vocato all’olivicoltura. Solo valorizzando i nostri prodotti d’eccellenza, infatti, potremo dare opportunità commerciali all’agroalimentare Made in Italy che, altrimenti, scontando costi maggiori è relegato a subire la concorrenza e le logiche di mercato degli altri Paesi».

L’oleoturismo e la Puglia

Uliveto pugliese (Foto di Antonio Garcia Prats da Pixabay)

Sicuramente la Puglia, terra dell’Ulivo per antonomasia e degli uliveti secolari, potrà trarre vantaggio da questa situazione, nonostante la Xylella. Anzi, potrebbe rappresentare un’ulteriore spinta per la ricerca e una nuova gestione degli uliveti per gli agricoltori. Inoltre, può diventare un importante volano per la ripresa del turismo che, secondo i dati di Coldiretti, ha registrato nel 2021 un calo del 72% degli arrivi dall’estero, incidendo pesantemente sull’economia regionale.

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