Un fumetto ci seppellirà?

Quella dei manga (fumetti), e degli anime (serie e lungometraggi animati) nel paese del Sol Levante è una vera e propria cultura, un’arte che coinvolge gente di ogni età e di ogni estrazione sociale e, addirittura, si fa spesso promotrice di tematiche sociali, come il rapporto tra uomo, natura e tecnologia; si potrebbe dire che l’origine di questo tema sia nella stessa religione shintoista, che propone una visione animistica della natura e di tutta la realtà. E se talvolta della tecnologia viene esaltata la funzione salvifica, più spesso grandi artisti ne hanno evidenziato gli aspetti deleteri. È il caso delle meravigliose serie animate nate dal genio di Tatsuo Yoshida, come Kyashan il ragazzo androide, che racconta di come il giovane Tetsuya decida di sacrificare la propria natura umana diventando un androide, per affrontare quattro robot inizialmente creati con l’obiettivo di risolvere il problema dell’inquinamento, ma che in seguito a un corto circuito assumono come proprio compito la sottomissione dell’umanità. O ancora, le tre serie cha compongono la saga Gatchaman, nome del team di cinque ragazzi al servizio dell’ISO (Organizzazione Scientifica Internazionale) che, scontrandosi con i piani del perfido Generalissimo X, lotta per salvare la terra devastata dall’inquinamento.

Il regista Hayao Miyazaki

Tanti personaggi in lotta contro l’inquinamento – Passando ai lungometraggi, non si può non citare due tra i più grandi capolavori di Hayao Miyazaki, vvero Nausicaa della valle del vento (1984) e Princess Mononoke (1987). Quest’ultimo racconta della lotta della giovane San contro gli uomini della Città del Ferro, assuefatta a tal punto all’uso della tecnologia da voler uccidere il dio della foresta. Nel momento in cui Eboshi, la donna a capo della Città, recide la testa del Dio, il corpo di questi si scioglie, inghiottendo e devastando tutto sul suo cammino, fermandosi solo quando un’umanità terrorizzata e pentita gli rende la testa. Da qui sarà possibile una rigenerazione, e un nuovo cammino.

Ma è soprattutto la storia di Nausicaa a rendersi, oggi più che mai, attuale. Protagonista è la stessa Terra, devastata da un disastro atomico e circondata da una giungla tossica che rende l’aria irrespirabile. Due gli atteggiamenti possibili: quello crudele della regina di Tolmeika, irrispettosa di ogni forma di vita, decisa a bruciare e distruggere la giungla tossica, e quello di Nausicaa, principessa della Valle del Vento, l’unica a comprendere che la giungla non è malvagia, ma che è stato l’uomo ad avvelenarla: nutrendo le piante con aria e acqua pura, una nuova Terra è possibile.

Nuclear boy, rappresentazione per bambini della centrale di Fukushima

Nuclear boy parla ai bambini – Com’è facile immaginare, tale forma d’arte non è rimasta impassibile di fronte al terremoto e al disastro di Fukushima; anzi, lo stesso governo se ne è servito. E se negli ‘90 circolava nelle scuole e in televisione Pluto-kun, un cortometraggio volto a influenzare l’opinione pubblica a favore del nucleare, affermando che il plutonio è innocuo, che non si dissolve in acqua e che qualora ingerito non sarebbe assorbito dall’organismo (quanto diversa è la realtà!), a seguito del disastro di Fukushima è apparso un altro anime dedicato ai più piccoli, che con la metafora di Nuclear boy e del suo mal di stomaco spiega i pericoli in corso. Questi tuttavia, è evidente, sono minimizzati, mentre le alternative al nucleare non sono prese in considerazione, perché la lobby atomica è ancora troppo influente. Ma il terremoto oltre alla terra ha smosso le coscienze, e la battaglia per un nuovo stile di vita è appena iniziata… fortunatamente, per ora a colpi di carboncino.

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