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La scienza apre le porte. XXI Settimana della cultura scientifica e tecnologica

Fino a venerdì 22 ottobre l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, in collaborazione con Centro interdipartimentale di servizi per la museologia scientifica, apre gratuitamente a tutti le proprie collezioni e spazi museali. L’occasione è la XXI Settimana della cultura scientifica e tecnologica promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali.
Un esemplare di minerale di tormalina conservato presso il Museo di Scienze della Terra dell’Università di Bari

Aderiscono all’iniziativa – con visite guidate con prenotazione obbligatoria per le scolaresche e i gruppi -, il Museo orto botanico, il Museo di scienze della terra, l’Osservatorio sismologico e il Museo del dipartimento di biologia, tutti all’interno del Campus Universitario “Quagliarello” a Bari. Non mancheranno poi dei seminari organizzati in occasione delle giornate dedicate alla promozione della cultura scientifica, dedicati a vari argomenti del mondo delle scienze matematiche, fisiche e naturali. Visualizza il programma.

Per i curiosi e gli appassionati delle Scienze della Terra è possibile visitare le collezioni e le ricostruzioni utili a comprendere l’evoluzione geologica del nostro pianeta. In particolare il settore Mineralogico-Petrografico (clicca qui per andare al sito)  raccoglie collezioni storiche di minerali e rocce acquisite dall’Università sin dagli anni cinquanta; tra queste, la collezione “Pelloux” (una delle più belle e importanti in Italia, con 11.000 campioni) e la collezione “Belli”, rarissima raccolta di 578 marmi provenienti dai territori dell’Impero Romano. L’Osservatorio sismologico (clicca qui per andare al sito) fondato nel 1965 è una struttura che studia i terremoti e gestisce una rete di monitoraggio dell’attività sismica attraverso 6 stazioni sismologiche, tutte in Puglia. L’Osservatorio dispone anche di una stazione sismologica a lungo periodo nel Campus, che consente di registrare e studiare i terremoti con origine molto distante.

Un esemplare di Ginko biloba conservato nell'Orto botanico dell'Università di Bari

L’Orto botanico dell’Università(clicca qui per andare al sito) creato nel 1955, non solo ospita la sede dell’Istituto di Botanica e le collezioni di piante e semi, ma anche un giardino botanico di circa un ettaro: un’incredibile varietà di piante inglobate nella città di Bari sistemate secondo criteri fisionomici ed ecologici e persino con un ricco settore dedicato alle piante officinali. Il Museo del dipartimento di biologia (clicca qui per andare al sito) ospita la prima collezione di zoologia raccolta ed organizzata già negli anni ’20, ma aperta al pubblico solo nel 1992. Qui sono esposti circa 300 esemplari, soprattutto di fauna locale, una collezione di scheletri di vertebrati, reperti umani del neolitico locale e altro ancora.

Aprire alla città gli spazi della ricerca scientifica nei campi della geologia, botanica e biologia sicuramente riduce quella distanza fra gente comune e un ambientale vitale e ricco di progetti che inevitabilmente hanno una ricaduta positiva nella vita di tutti i giorni. Un’iniziativa simile era stata già attivata in occasione delle prove di selezione tenutesi la scorsa estate nel Campus universitario di Bari, quando i tanti genitori che avevano accompagnato i loro figli hanno potuto scoprire le strutture museali e approfondire gli aspetti della sperimentazione scientifica.

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