Dalle cave uno sguardo verso il futuro

Percorrendo il territorio salentino e le sue città ci si imbatte nelle meraviglie dell’architettura. I luoghi dell’uomo, le città, le masserie, le altre costruzioni del paesaggio agrario rendono fascinosa la Puglia e il Salento in particolare. Il barocco ne ha fatto la storia: ma cosa c’è dietro? Quale realtà? Tutto viene illustrato nel corso di un incontro pubblico a Cursi, cuore del bacino estrattivo salentino; l’appuntamento è alla Scuola media E. de Amicis (via de Amicis), sabato 17 gennaio alle ore 17, alla presenza del Governatore Vendola e dell’assessore alle attività produttive Capone, oltre ai sindaci del bacino estrattivo (Cursi, Melpignano, Corigliano d’Otranto, Maglie e Castrignano dei Greci): parliamo della proposta del Piano Particolareggiato predisposto per il giacimento di Pietra Leccese che ruota attorno ai 5 comuni.

L’incontro guarda al futuro e non solo al passato e al degrado a volte generato dalle cave sul territorio: il futuro si presenta in forma sostenibile, con un disegno di pianificazione adottato dalla Giunta Regionale pugliese lo scorso 28 novembre 2014. Il primo passo è stata infatti l’adozione del Piano Particolareggiato del bacino, rilevante per la presenza di cave in attività ed abbandonate per l’estrazione della pietra leccese, un materiale che ha fatto la storia del Salento, reso riconoscibile nel mondo intero per la mole dei suoi monumenti. Un mondo da conoscere, nella cui filiera produttiva operano centinaia di lavoratori, con numerose aziende estrattive del bacino lapideo, come tante altre impegnate nella lavorazione e trasformazione del materiale, nonché nella sua commercializzazione in tutto il mondo. In questo periodo di crisi occorre guardare al futuro e questo genera tante aspettative: il Piano consentirà la nuova partenza produttiva del bacino estrattivo secondo un modello sostenibile? Il Piano consentirà di riordinare l’attività estrattiva, offrendo stabilità alla produzione e nel contempo reindirizzandola verso il recupero ambientale del territorio interessato? Si ritiene di sì, ed in tal senso si è lavorato redigendo il primo degli otto piani previsti nella Puglia. Quello del bacino di pietra leccese è un piano che guarda alla produzione, ma nell’ottica della sostenibilità e con lo sguardo verso la ricostruzione di lembi urbani degradati in aree già compromesse sotto il profilo paesaggistico.

Il piano, che si fa portatore di una visione strategica per la coltivazione sostenibile e coordinata, potrebbe svolgere un ruolo di best practice per la gestione di una risorsa naturale quale è quella “suolo”.Con le scelte operative e metodologiche proposte, si sarà in grado di dare risposte certe e positive alle esigenze dei lavoratori e delle imprese, ma anche dei cittadini e dell’ambiente.

Ora la Regione dovrà imprimere una svolta al settore, continuando a premiare le buone pratiche e trasformandole in realtà: un’occasione unica per orientare parte delle ingenti risorse della programmazione comunitaria 2014-2020: un’occasione che il bacino estrattivo non dovrà perdere.

 

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