Lungo la Puglia tra saline, tratturi e paludi

Il Parco Nazionale del Gargano comprende anche la Riserva Marina costituita dalle Isole Tremiti.

In Puglia le aree naturali protette si estendono su una superficie totale che sfiora i 250 mila ettari. Di questi il 76% fa parte dei due parchi nazionali e l’8,4% rappresenta i parchi regionali che accolgono indistintamente aree naturali e riserve marine. La provincia con la più alta percentuale di territorio sottoposta a protezione è Foggia con il 51,5%, seguita da Bari con il 27,7%. La provincia che presenta la più alta percentuale di territorio soggetta a protezione è Foggia (51,5%) dove oltre al Parco Nazionale del Gargano, nel basso Tavoliere su oltre mille ettari si estende il Parco regionale Bosco Incoronata con il Sito di Importanza comunitaria (Sic) “Valle del Cervaro – Bosco dell’Incoronata”, istituito con Lr 19/2006. Sempre in provincia di Foggia sono undici le altre riserve naturali: Falascone, Foresta Umbra, Monte Ischitella e Carpino, Isola di Varano, Lago di Lesina, Lago Salso, Masseria Combattenti, Monte Barone, Palude di Frattarolo e Sfilzi. Il 27,7% delle riserve pugliesi ricade geograficamente nella provincia di Bari. Dalla provincia Barletta-Andria-Trani si espande nell’Altopiano delle Murge di Nord-Ovest, la più estesa Zona di Protezione Speciale istituita a protezione della Steppa a Graminacee, habitat naturale del Falco Grillaio.

Parco regionale Lama Balice – Dal territorio di Ruvo di Puglia, attraverso Bitonto, sfiorando la Cittadella della Guardia di Finanza nel Quartiere San Paolo e l’Aeroporto di Bari-Palese terminando a Fesca-San Girolamo nei pressi della Pineta San Francesco, si allunga il Parco naturale regionale Lama Balice, che sfocia a mare  tra una spiaggetta privata e terreni incolti. La Lama corrisponde al letto prosciugato dell’antico torrente Tiflis e lungo il suo corso si incontrano casali medievali, chiese rupestri e numerose masserie; poggia su rocce calcaree e si presenta come un lungo solco frutto dell’azione erosiva dalle acque meteoriche, che nel corso dei secoli hanno modellato la roccia hanno dato luogo a quel fenomeno conosciuto come carsismo.
Molti tratti della lama sono bassi e sinuosi. In prossimità e lungo tutto il territorio bitontino tra cactus, capperi e rovi che si aggrappano sul pareti verticali alte più di 10 metri, è possibile scorgere grotte naturali che si aprono nella roccia calcarea che qui si mostra in strati di vario spessore custodi della millenaria storia geologica e antropologica della Puglia.
Tra le principali specie della fauna del parco sono presenti la volpe, la rana, il riccio, la donnola, la gallinella d’acqua, il cavaliere d’Italia, la civetta, il gheppio, il martin pescatore, il germano reale, la poiana, la ghiandaia dal becco bruno, il trampoliere. Lungo i sentieri si incontrano carrubo, leccio, alloro, fragno, biancospino, l’asparago selvatico, orchidee selvatiche e molte erbe aromatiche: rosmarino, menta, salvia, ruta e timo.

Le saline di Margherita di Savoia - foto di Gianni Avvantaggiato

La riserva naturale nazionale Salina di Margherita di Savoia – È una delle aree naturali protette della Puglia. Istituita nel 1977 con decreto ministeriale, occupa una superficie di circa 4mila ettari. Il particolare microclima delle Saline la classifica “zona umida di valore internazionale” (D.M. 30.05.1979) ai sensi della Convenzione di Ramsar (Iran 1971). Le Saline sono le più grandi d’Italia e sono protette dal Corpo Forestale perché ospitano un gran numero di specie di uccelli soprattutto durante i mesi freddi e le migrazioni quando, cioè, i volatili si spostano dalle principali aree di nidificazione nord europee e balcaniche per poi svernare nei nei paesi del nord Africa o del Sud Europa. Da settembre a marzo non è difficile imbattersi in anatre, folaghe, avocette e migliaia di uccelli che frequentano le distese di fango; mentre durante i mesi caldi nidificano cavalieri d’Italia,  gabbiani rosei, fratini e fraticelli.

Oasi Palude La Vela – Sulle sponde del mar Piccolo a Taranto si affaccia l’Oasi paludosa La Vela, un’area naturale demaniale protetta con valore naturalistico e ambientale. La zona è di tipo palustre, con ampie distese di canneti e macchia mediterranea, acquitrini e zone sommerse. In provincia di Taranto sono sei le riserve naturali di interesse regionale:Terra delle Gravine, Murge Orientali, Stornara, Bosco delle Pianelle, Dune del litorale tarantino orientale, Salina Monaci
In provincia di Brindisi la Riserva naturale statale e la riserva naturale marina di Torre Guaceto si estendono per circa 1.200 ettari con un fronte marino che si sviluppa per 8mila metri.
Torre Guaceto da monte a valle della strada statale 16 bis presenta ambienti e sistemi diversi man mano che si scende verso la costa. Nella parte alta ed esterna alla Riserva grandi olivi secolari allargano le loro fronde su terreni rossi, tratturi e muretti a secco.
A valle sono riconoscibili due particolari tratti. In prossimità del mare lungo la costa protetta si incontrano imponenti dune, mentre allontanandosi verso l’interno la macchia mediterranea si offre in tutta la sua meraviglia selvatica. La successione di spiaggia, duna, macchia mediterranea declina in aree agricole coltivate ad orticole. L’altro tratto costiero tipico di questa zona è bassa e rocciosa con piccole spiagge e distese di saladella e salicornia.

Riserva delle Cesine (Salento), la palude

Nelle zone umide e palustri gli uccelli che prediligono la riserva sono il pendolino e l’usignolo di fiume, il porciglione, il tarabuso e l’airone. Altri protagonisti sono le rondini e il falco di palude. In quest’ambiente trovano rifugio il tasso, la donnola e la faina mentre nei mesi caldi lungo i sentieri è facile imbattersi in serpenti come il colubro leopardino e il cervone. Mentre le acque ospitano piccoli anfibi, bisce dal collare e testuggini d’acqua.
Nell’hinterland brindisino sono cinque le altre aree protette: Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, Parco del Cillarese, la Salina di Punta della Contessa, il Bosco di Cerano e il Bosco di Santa Teresa e dei Lucci.
Nel Salento – I Laghi Alimini e l’oasi che li circonda costituiscono uno dei luoghi più importanti del Salento. L’ecosistema che accoglie flora e fauna di pregio sono inseriti nella Zona di Protezione Speciale (Zps) e potrebbe diventare Sic. La Riserva naturale Le Cesine è compresa in un parco che trae il nome da “cesine”, stagni acquitrinosi sulla costa adriatica; una zona umida formata dagli stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalle piogge dove le dune sabbiose sono l’unico divisorio naturale dal mare.
Le altre riserve e aree salentine di interesse regionale sono: Parco di Porto Selvaggio, Palude del Capitano, Parco naturale regionale Isola di S. Andrea e il litorale di Punta Pizzo, Parco Costa Otranto, Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, Parco naturale regionale Litorale di Ugento, Area naturale marina protetta Porto Cesareo, Riserva naturale San Cataldo.

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