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Costruzione, ricostruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria

Le città non possono pensare di recuperare il degrado diffuso solo attraverso la “rigenerazione urbana” parziale, applicata in poche aree, per tramite dell’intervento  pubblico.

La città come prodotto dell’impresa privata – Sino a pochi anni fa la città era un prodotto quasi esclusivamente dell’impresa privata e le circostanze sociali ed economiche che alimentavano il processo di “costruzione” con una dinamica intensa; gli allineamenti, le altezze, i volumi e tutto l’insieme della regolamentazione edilizia erano strumenti sufficienti di progetto: anzi erano praticamente gli unici strumenti che l’Amministrazione Comunale aveva ed ha ancora nelle mani per governare l’iniziativa privata.

Il risultato è la città che vediamo e gli episodi di degrado diffuso già abbastanza conosciuti.

Veduta aerea del centro storico di Barletta

I P.R.G. approvati da pochi anni nelle città di Barletta, Andria e Trani, hanno conseguito una certa efficacia proprio per l’essere stati progettati con gli stessi strumenti operativi e utilizzati da tutti in egual misura, considerando che la generazione precedente, volendo, poteva evitare quel degrado, disponendo degli stessi strumenti. I successi e gli insuccessi dei P.R.G., inoltre, sono legati alla concordanza tra gli strumenti di pianificazione e la dinamica di una produzione edilizia basata sull’iniziativa privata e sul mercato reale della domanda e dell’offerta, affidata totalmente ad una classe sociale costituita da professionisti ed imprenditori che, in quanto tale, hanno rappresentato e costruito una buona parte  del “bene comune” che oggi chiamiamo città.

Oggi le cose sono cambiate. Le città già così densamente costruite, quasi compiute nella struttura residenziale, non possono pensare di recuperare il degrado diffuso nella maggior parte della città, diventata vecchia e decadente dopo pochi anni, solo attraverso la “rigenerazione urbana” parziale applicata in poche aree per tramite dell’intervento “pubblico”.

Edifici singoli della cintura urbana intorno alle città della Nuova Provincia BAT

La vera “rigenerazione urbana” – La vera “rigenerazione urbana” deve prodursi oggi, muovendo dagli interessi dell’iniziativa privata, né si può ricorrere all’idea di un’ulteriore espansione della città, capace di dar corpo a nuova edificazione e rigenerazione, nonché a nuovi progetti di ampliamento del sistema viario e ove necessario del disegno urbano.

Non si tratta di una situazione momentanea, più o meno condizionata dalla crisi economica: è una situazione destinata a durare nel tempo a causa delle condizioni fisiche e demografiche che non consentono la “redditività” di quel tipo d’investimento, a meno di un cambio di mentalità.

Alcuni anni fa, il tema centrale della città era l’espansione; oggi, il tema centrale è la costruzione ad incastro, la demolizione, la ricostruzione, la manutenzione ordinaria e straordinaria. La città deve essere e può essere rigenerata in parte con l’iniziativa delle Amministrazioni Comunali, ma ancor più deve rigenerarsi direttamente con l’intervento privato, rendendo remunerativo l’intervento e per quest’operazione è necessario un tipo di progetto completamente diverso dal semplice disegno di un nuovo P.U.G. che i tre comuni si appresteranno a riprogettare nei prossimi anni.

Occorrono progetti “integrati” di tipo privato su vaste aree specifiche, capaci di risolvere problemi concreti e ben localizzati, che avvicinano la dinamica della riqualificazione urbana alle risorse economiche private esistenti o di progetto.

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