Al via il riordino per i parchi delle Marche

Parco del Conero, il Belvedere in direzione Nord verso Ancona

In attesa della promulgazione della  tanto attesa legge, i parchi di San Bartolo, Conero e Sasso Simone e Simoncello erano intanto stati commissariati.  Per l’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati, posto di fronte alle accuse di molte associazioni ambientaliste (tra cui Fai, Italia Nostra, Lipu, WWF e Legambiente), la  legge 155 restava comunque «un’assoluta priorità per ridurre i costi gestionali e politici degli enti». Ora, dopo tanta fatica e con alcune modifiche – respinta innanzitutto l’incompatibilità per Consiglieri comunali e provinciali rispetto ad incarichi direttivi – la riforma è diventata legge. All’interno del Direttivo dei Parchi siederanno ambientalisti e agricoltori, oltre a rappresentanti di Regione ed Enti locali; alla Comunità del Parco spetterà l’approvazione del Piano Pluriennale. Il nuovo ente Parco sarà costituito da tre organi: oltre al Presidente e al Consiglio Direttivo, che nominerà il Presidente stesso, sarà introdotta la figura del Revisore dei conti. E verrà introdotto il criterio della rotazione dei rappresentanti locali, non più di un mandato ciascuno; due mandati per il Presidente. Così mentre il Presidente del Gruppo PD regionale Mirco Ricci, relatore di maggioranza per la IV Commissione, parla di quattro mesi ancora per una legge sul Parco Interregionale (che riguarderebbe anche il Comune di Pennabilli di recente passato all’Emilia Romagna), sono quasi 3 milioni 800mila euro i finanziamenti che si dicono destinati a «progetti concreti per la protezione della natura e la valorizzazione delle aree protette».

Monte Conero, uno dei sentieri percorribili anche in mountain bike

Nelle Marche, parlando di sistema regionale di parchi e riserve naturali, si fa riferimento ad una superficie complessiva di circa 89.557,32 ettari, pari al 9,56% del territorio regionale. Due i parchi nazionali, i Monti Sibillini e il Gran Sasso Monti della Laga; quattro i parchi regionali, Conero, San Bartolo, Sasso Simone e Simoncello e Gola della Rossa e Frasassi; e poi le riserve: tre statali, Abbadia di Fiastra, Gola di Fiastra e tre regionali, Ripa Bianca, la Sentina, Monte San Vicino e Caifato. In gran parte istituite nel decennio tra il 1987 (Parco del Conero) e metà degli anni Novanta, queste aree stanno spingendo molto dal lato della comunicazione (tra cui il progetto Life-Youbio che coinvolge la Rai), tanto che il sito gransassolagapark.it risulta essere in seconda posizione per numero di visite rispetto alla classifica italiana sui parchi stilata dall’Alexa Traffic Rank. Né mancano le iniziative di rilancio, “in una strategia condivisa e coordinata fra soggetti pubblici e privati, nell’ottica di favorire un’attenta promozione e valorizzazione del territorio che ovvero sappia rispettare sia le esigenze di tutela dell’ambiente che le legittime aspettative di sviluppo socio-economico locale”. Tra queste le procedure attivate da parte dei quattro parchi regionali che stanno avviando i lavori di certificazione necessari per ottenere l’inserimento nella Carta Europea per il Turismo Sostenibile (Cets) elaborata dalla Federazione EUROPARC, ambito riconoscimento europeo a cui le Marche puntano entro il triennio. Mentre nel bilancio di chiusura 2011 si annoverano invece la riattivazione del processo istitutivo di un Parco Interregionale per il Sasso Simone e Simoncello e l’approvazione del Piano Parco per il San Bartolo in sospeso da un decennio, il completamento delle procedure di revisione per i siti di Rete Natura 2000, proseguendo monitoraggi ed accordi agroambientali come richiesto dal Ministero, e ovviamente una sempre maggiore spinta sui Cea – Centri Educazione Ambientale per la formazione.

 

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