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Un satellite contro l’abusivismo edilizio in Puglia

Porto Cesario (Punta Grossa) località Serricelle - ortofoto

Recentemente la Regione Puglia ha emanato la Legge Regionale n. 15 dell’11 giugno 2012 “Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio”. Con questa norma sono stati definiti gli strumenti procedurali e operativi necessari alla prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio; inoltre è stato fornito ai Comuni il supporto per la vigilanza urbanistica e edilizia.

La necessità di un intervento legislativo regionale è stata dettata dall’analisi del fenomeno dell’abusivismo, monitorato dagli uffici del Servizio Urbanistica della Regione a partire dal 2008. Per assicurare su tutto il territorio regionale un’efficace e coordinata azione di prevenzione e repressione di questo reato sono state individuate forme di cooperazione istituzionale, come la stipula di convenzioni tra amministrazioni, enti e organi statali, regionali e locali, la sottoscrizione di protocolli d’intesa con l’autorità giudiziaria e con organi di polizia giudiziaria operanti in materia di edilizia e urbanistica. Gli uffici regionali forniranno servizi di consulenza e di assistenza tecnico-amministrativa sull’adozione degli atti di repressione degli abusi edilizi e sulle procedure per la stipula di contratti di appalto per le attività di demolizione.

Al passo con i tempi è l’introduzione dell’utilizzo di tecniche di aerofotogrammetria e riprese da satellitari  per il monitoraggio e la verifica delle trasformazioni del territorio. E’ previsto che l’esito dei rilevamenti sia trasmesso al Comune competente per gli accertamenti diretti sul territorio. La struttura regionale eseguirà un costante monitoraggio dell’abusivismo attraverso i dati e le informazioni acquisite nelle procedure ordinarie o su segnalazioni provenienti da altri soggetti pubblici e dalle associazioni di protezione ambientale.

Torre Mileto, Lesina - foto da elicottero (foto A.Fiore)

Tutti gli elementi delle infrazioni rilevati confluiranno nell’istituita “Banca dati dell’abusivismo” che arricchirà il S.I.T. regionale già operativo per altri servizi. Sarà anche possibile monitorare nel tempo le attività condotte dagli enti locali: infatti ogni Comune dovrà inviare una relazione alla Regione entro il 31 gennaio di ogni anno. La relazione dovrà contenere l’elenco degli abusi rilevati, quello delle demolizioni effettuate dai responsabili degli abusi o direttamente dal Comune, e l’elenco delle opere abusive per le quali non si sia provveduto alla demolizione. La Regione entro il 30 aprile predisporrà una relazione finale di sintesi sull’attività di vigilanza espletata dagli enti locali.

La norma prevede un fondo regionale di rotazione finalizzato a concedere ai Comuni anticipazioni sui costi concernenti gli interventi di demolizione delle opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi, fondo utilizzabile anche su interventi disposti dall’autorità giudiziaria. Le somme del fondo dovranno essere restituite secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale e comunque entro 5 anni. Nei casi in cui i Comuni mostrano inerzia o è accertato il mancato adempimento degli stessi nell’esercizio delle funzioni di repressione degli abusi edilizi, sono previsti i poteri sostitutivi con la nomina del commissario ad acta.

Le procedure introdotte con la nuova norma, che ha visto durante l’iter di approvazione un’ampia concertazione con approfondimenti e interventi migliorativi da parte dell’ANCI e delle Procure della Repubblica, potrebbero far rimarginare le “cicatrici” lasciate sul territorio delle tante violazioni ed essere un deterrente tutto a vantaggio dell’assetto del territorio, della salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici e del patrimonio culturale della Puglia.

 

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