Bentornata Santa Scolastica, porta sul mare

Il bastione di santa Scolastica sorge sul punto più antico di Bari, risalente all’Età del bronzo (II millennio a.C.)

Un esordio che promette bene, dove archeologia e multimedialità si incontrano e convivono insieme. Ma per i più tradizionalisti una domanda è d’obbligo: la tecnologia lascerà il giusto spazio alla storia? Siamo a Bari, all’interno del Bastione di Santa Scolastica, parte di un progetto di restauro più ampio in corso di completamento. La struttura è attigua all’area archeologica di San Pietro ed entrambe affacciano sul mare. É suggestivo pensare di trovarsi nel punto più antico della città, sede di antichi villaggi a partire dall’Età del Bronzo (II millennio a.C.) e testimoniata da una ricca stratificazione archeologica presente nell’intero complesso. Un’occupazione non casuale vista la salubrità del luogo e la sua posizione strategica che ha permesso l’avvio di relazioni secolari via mare tra il centro dell’urbe e l’Oriente.

Una serie di apparati in vetro consente di gustare bene la stratificazione archeologica di Santa Scolastica

La storia – Sì, luogo di incontro tra civiltà diverse – da qui i Peuceti dialogavano con Dauni, Messapi e con Taranto, antica colonia magno-greca – ma anche primo approdo dal mare alla terra ferma. Ecco spiegata la realizzazione del bastione, che sorge nel XVI secolo come struttura militare. In questo caso edificare ha significato demolire: infatti nello stesso luogo sono stati rinvenuti i resti di una chiesa medievale con la dedica ai santi Giovanni e Paolo, il nucleo più antico del monastero di Santa Scolastica risalente al IV sec. a. C.

La tecnologia – Oggi dell’antico impianto a tre navate rimangono tratti dei muri perimetrali e delle absidi, i basamenti dei pilastri divisori delle navate e il bel piano pavimentale in tasselli calcarei disposti in partiture geometriche. Qui entra in gioco la tecnologia: un filmato, con tanto di proiezioni in 3D, fanno sperimentare al visitatore l’ebbrezza di rivivere di questi luoghi. Ricostruzioni ad hoc, appositamente illuminate, ripropongono le immagini di cosa c’era prima e delle bellezze ancora in vita.
La voce narrante di un gentiluomo medievale fornisce tanto di spiegazioni sulla storia e l’evoluzione del bastione. E, se nel giro di boa tra divulgazione e multimedialità si dovesse perdere il filo del discorso, è possibile ricorrere all’aiuto di guide didattiche disponibili in loco. Perché, alla fine, fa bene la tecnologia ma la professionalità in carne ed ossa ha un insostituibile valore aggiunto.

Ricostruzioni ad hoc in 3D, accompagnate da una voce narrante, , appositamente illuminate, ripropongono le immagini di cosa c’era prima e delle bellezze ancora in vita

L’architettura – A favorire questa vera e propria immersione negli spazi espositivi molto si deve agli apparati in vetro che consentono di gustare bene la stratificazione archeologica. Questi, in alternanza con elementi in legno lamellare, costituiscono la passerella della cosiddetta “Art-way” all’interno di questo primo Lotto recentemente riaperto al pubblico. L’intervento ha dato il via all’eliminazione di tutte le barriere architettoniche, tale da garantire la massima accessibilità in un ambiente di per sé caratterizzato da frequenti salti di quota.
Il percorso Art-way – che sarà in una fase successiva giuntura tra le varie funzioni del luogo (spazi museali, sale per le estemporanee, info point, biglietteria, caffetteria, bookshop, servizi vari) – si snoda negli ambienti al pianterreno fra il nuovo ingresso di fronte al porto e il tradizionale varco sul lato della città vecchia.
Una scelta non casuale quella dell’accesso che, seppure con diversa collocazione, ripropone simbolicamente l’originario collegamento marittimo. A ricordare quanto il mare ed il suo porto abbiano significato per la città di Bari dall’antichità ai giorni nostri.

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