Oggi la Giornata mondiale della Terra. E da domani?

Una Giornata mondiale della Terra ricca di iniziative virtuali, eppure molto concrete. Perché se l’emergenza Covid-19 ha costretto associazioni, enti, istituzioni e cittadini a evitare le manifestazioni di piazza e collettive, numerose sono state le richieste e gli impegni che sin da domani dovranno concretizzarsi in realtà

Dall’agricoltura all’aspetto della plastica in mare, sono tanti i temi coinvolti nell’Earth Day. E se gli eventi li abbiamo già ampiamente evidenziati (Leggi: Da Topolino ai geologi, insieme per la Giornata della Terra: flash mob, maratone e promesse), ora c’è da fare il punto su appelli, analisi e allarmi.

Il report di Coldiretti

Uno di questi è stato lanciato da Coldiretti. Nel cinquantesimo anniversario torna infatti a essere strategica l’agricoltura. Perché negli ultimi 10 anni sono stati persi 21mila ettari di frutteto in Puglia, dove l’ultima generazione è responsabile della perdita di oltre un quarto della terra coltivata (-26%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia per far emergere la centralità dell’agricoltura per garantire le forniture alimentari alle popolazione. “Servono un impegno di filiera e una visione strategica per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2010 ad oggi – evidenzia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – si è ridotto del 26% per colpa del consumo del suolo, della tropicalizzazione e scelte sbagliate di pianificazione e programmazione. Sono stati letteralmente ‘mangiati’ 162mila ettari di suolo in Puglia per colpa della cementificazione e dell’abbandono e per la grave mancanza di programmazione e valorizzazione del ruolo di chi vive e lavora sul territorio”.

La pandemia da coronavirus sta rivoluzionando le priorità dei mercati e dei consumatori – sottolinea la Coldiretti – con le produzioni agricole, dalle quali dipendono le forniture alimentari nei diversi Paesi, diventate più preziose e richieste del petrolio che, al contrario, è crollato con il fermo delle attività industriali.

FederBio

Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio

L’emergenza ha ribaltato la geografia del valore della terra e in occasione del 50° Earth Day, FederBio sottolinea l’importanza di preservare la Terra e i suoi ecosistemi da un declino senza precedenti. In particolare, in un periodo come quello attuale fortemente segnato dalla crisi sanitaria legata al Coronavirus, diventa ancora più importante tutelare le risorse naturali e gli agroecosistemi, preziosa fonte di biodiversità.

La distruzione degli habitat naturali a favore di quelli artificiali ha reso la Terra più vulnerabile. Il rapporto IPBES (Intergovernamental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU) del 2019 fotografa un declino della natura senza precedenti. Dall’indagine emerge infatti che il 75% dell’ambiente terrestre e circa il 66% di quello marino sono stati modificati in modo significativo e che circa 1 milione di specie animali e vegetali rischiano l’estinzione. Questa perdita è il risultato diretto dell’attività umana e costituisce una minaccia concreta al benessere e agli equilibri ecologici.

Il Rapporto evidenzia, inoltre, che dal 1980 le emissioni di gas serra sono raddoppiate generando un incremento delle temperature medie globali di almeno 0,7 gradi centigradi, con previsioni di ulteriori aumenti nei prossimi decenni .

Le confezioni eco-compatibili

Anche le aziende provano a muoversi. Just Eat, app leader per ordinare pranzo e cena a domicilio in tutta Italia e nel mondo, in occasione del 22 Aprile, Giornata Mondiale della Terra, rinnova la collaborazione con “L’Osservatorio sullo stile di vita sostenibile” di LifeGate per continuare a sensibilizzare sull’importanza di seguire pratiche sostenibili e favore dell’ambiente.

In occasione della sesta edizione dello studio LifeGate, Just Eat svela infatti i trend di una propria indagine a supporto dei temi della sostenibilità ambientale e della riduzione della plastica, su un campione di oltre 15.000 clienti, analizzando il rapporto tra chi ordina a domicilio e la sostenibilità, le preferenze su pack e confezioni per il food delivery, nonché abitudini e comportamenti a favore dell’ambiente.

Ma non solo. In contemporanea infatti, parte da Londra il lancio delle prime confezioni al mondo per il mercato del takeaway in alghe, realizzate in collaborazione con Notpla, e in Italia i primi pack eco-compatibili, 100% compostabili e biodegradabili a disposizione da Maggio, sullo shop dedicato a tutti i ristoranti partner dell’app per le consegne.

L’indagine e gli amanti del food delivery

Quanto emerso dall’Osservatorio Nazionale LifeGate trova conferma anche tra gli amanti del food delivery che, durante un’indagine condotta da Just Eat, rivelano comportamenti virtuosi e responsabili.

Solo il 5% si vede infatti costretto a buttare gli avanzi degli ordini a domicilio, evidenziando un comportamento responsabile per il 95%, con il 62% che, in caso di eccesso di cibo, lo conserva in modo adeguato, utilizzandolo anche come pranzo per il giorno successivo, mentre il 28% cerca di consumarlo. In generale, il 67% degli intervistati dichiara che quasi mai capita di avanzare cibo in casa, il 19% meno di due volte a settimana. Il desiderio di poter scegliere prodotti pensati dalle aziende in modo green è molto presente anche tra chi ordina a domicilio che pensa per il 52% che le aziende dovrebbero attivarsi nel produrre e disporre imballaggi per essere sostenibili e limitare l’uso della plastica monouso nel food delivery (39%).

Per evitare lo spreco di alimenti gli italiani sono attenti anche a non ordinare troppo cibo nei propri ordini takeaway (41%), e molti evitano di chiedere salse o posate di plastica (17%); altrettanto centrale è poi lo smaltimento delle confezioni di takeaway, ritenuto molto importante per quasi il 30%. Anche i ristoranti sono però chiamati a specifiche attenzioni: secondo gli italiani è fondamentale consegnare il cibo in confezioni biodegradabili e compostabili (59%), eliminare le posate di plastica o le bustine di salse, oppure inserirli solo su richiesta è una buona pratica per il 42% degli intervistati.

Le consegne green

In occasione dell’Earth Day 2020, al via la partnership con GoVolt, start-up attiva nella micro-mobilità sostenibile in sharing

Le consegne di Deliveroo? Sicure e rispettose delle norme igienico-sanitarie e, da oggi, anche più green. In occasione dell’Earth Day 2020 – la giornata istituita e dedicata dall’ONU alla sostenibilità ambientale e alla salvaguardia del pianeta – la piattaforma leader dell’online food delivery lancia una nuova partnership con Go-Volt, start-up che offre servizi di micro-mobilità sostenibile in sharing.

Grazie alla partnership con GoVolt, saranno messi a disposizione per i rider di Milano 10 e-scooter in sharing ad uso completamente gratuito e, per tutta la fase dell’emergenza, l’intera flotta di scooter sarà a disposizione alla tariffa speciale di € 0,03/min. In seguito, nella fase successiva al lockdown, i rider di Deliveroo potranno beneficiare di uno sconto del 50% sulla tariffa.

Attraverso questa nuova partnership, l’impegno di Deliveroo raddoppia. Da un lato le iniziative finora sviluppate per garantire la massima sicurezza e la tutela della salute di rider, ristoratori e clienti nel corso dell’emergenza Covid-19; dall’altro, si rinnova l’impegno favore della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, che da sempre ha caratterizzato le attività della piattaforma: dalle iniziative sviluppate per ridurre il consumo di plastica, dando la possibilità ai propri clienti di scegliere di non ricevere posate in plastica insieme al cibo ordinato, all’impegno sul fronte del riciclo e della sostenibilità del packaging. In particolare, per quanto riguarda le posate, in questi primi mesi del 2020, l’85,6% degli ordini sono stati effettuati senza richiedere le posate di plastica, in aumento rispetto all’83% dell’intero 2019.

Le api

Le api come motore di agricoltura sostenibile, come sfida per il futuro delle aree interne dell’Appennino e garanzia degli equilibri ambientali di un ecosistema malato che deve ritrovare la giusta rotta per ripartire. Il 22 aprile, gli apicoltori e le apicoltrici dell’Apiario di Comunità di Castel del Giudice (IS), in Molise al confine con l’Abruzzo, hanno posizionato tra i meleti in via di fioritura 142 alveari, la casa di oltre 5 milioni di api che per circa 20 giorni danzeranno tra i boccioli delle piante dell’azienda agricola biologica Melise, per impollinare migliaia di fiori di melo dalle più variegate tipologie. Una pratica agricola, quella del “servizio di impollinazione”, complementare all’agricoltura biologica, in sintonia con la tutela del territorio e della sua biodiversità, attraverso metodi di coltivazione che aboliscono l’uso di pesticidi e rispettano la natura e le api, le quali sono garanzia della salubrità dell’ambiente e indicatori di sicurezza alimentare. Grazie all’impollinazione delle api, si produce un terzo del cibo che viene consumato in tutto il mondo.

Nei prossimi giorni, altri alveari saranno distribuiti nei terreni degli apicoltori dell’Apiario di Comunità sparsi per tutto l’Alto Molise e il vicino Abruzzo, i quali si prenderanno cura delle api, per dare origine alla prima produzione di miele che sarà poi conferito all’Associazione. I nuovi alveari, situati nelle campagne di un vasto territorio, che va dai paesi della provincia di Chieti e dell’Aquila fino alla Provincia di Isernia e parte di quella di Campobasso, diventano sentinelle e garanzia di un’area ricca di biodiversità e dunque vocata a mantenersi lontana da forme di inquinamento, ma vicina a nuove possibilità di agricoltura sostenibile.

Marine e river litter: i progetti di Corepla

La presenza di rifiuti di plastica nei mari del mondo è uno dei problemi ambientali più rilevanti del nostro tempo, con conseguenze anche a livello economico e sociale. I rifiuti marini (marine litter), provengono per circa l’80% dalla terraferma e raggiungono il mare prevalentemente attraverso i fiumi e gli scarichi urbani, mentre il rimanente 20% è costituito da oggetti abbandonati o persi direttamente in mare.

Il Consorzio è impegnato su vari fronti per la salvaguardia di mari e fiumi: Corepla sta portando avanti, infatti, una serie di sperimentazioni per verificare la presenza e la tipologia dei rifiuti presenti nel mare e nei fiumi e valutare, per quel che concerne gli imballaggi in plastica, l’effettiva selezionabilità e riciclabilità.

Un altro impegno in difesa dell’ambiente è caratterizzato dai protocolli con le regioni Lazio, Puglia ed Abruzzo per sensibilizzare i cittadini e migliorare le pratiche di raccolta differenziata sul proprio territorio. Non ultimi i progetti “River litter”, che prevedono l’installazione di barriere in polietilene per l’intercettazione dei rifiuti galleggianti. Le barriere permettono di accumulare i rifiuti raccolti in un’area specifica dalla quale vengono successivamente raccolti tramite un mezzo nautico per poi essere inviati in appositi impianti dove vengono pesati e trattati e, infine, la componente plastica residuale viene avviata a riciclo.

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