Odori molesti a Monopoli, sequestrato un stabilimento industriale

L’attività è stata eseguita nella zona industriale dai militari della Guardia Costiera di Bari su segnalazione di 115 operatori sanitari

Le emissioni maleodoranti a Monopoli da oggi hanno una “paternità”. Le numerose e continue segnalazioni ricevute dalle forze dell’ordine e dalla Procura non si sono perse nel dimenticatoio ma stanno producendo importanti risultati.

Il Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Guardia Costiera di Bari ha infatti eseguito un sequestro preventivo di uno stabilimento industriale, di circa 7500 mq nella zona industriale sempre di Monopoli, utilizzato da due società, la TG Color SRL e TG Alluminio SRL. Le due società, i cui nomi sono stati forniti direttamente dalla Procura della Repubblica di Bari in un comunicato ufficiale, si occupano di verniciatura e sublimazione di profilati e derivati di alluminio e di altri materiali ferrosi.

Le indagini, evidentemente complesse perché gli odori non sono oggetti tangibili e per natura sono volatili, hanno spinto gli inquirenti ad approfondire ogni segnalazione, incrociando anche i dati strumentali raccolti dalle stazioni di rilevazione degli inquinanti e verificando in loco ogni elemento che potesse essere riconducibile ad una particolare attività e ottenere così prove inconfutabili. In questo caso, sono state le 115 segnalazioni di operatori sanitari, che indicavano forte miasmi e problemi ambientali, che hanno permesso di scoprire la causa degli odori molesti, ma in Procura ci sono ancora da vagliare svariate centinaia di segnalazioni e denunce che saranno controllate approfonditamente.

La Guardia Costiera ha così accertato che le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera per entrambe le società erano scadute rispettivamente nel 2015 e nel 2016. In questo modo, tutte le emissioni prodotte nel corso delle lavorazioni venivano direttamente scaricate in atmosfera, senza alcun controllo.

Durante la verifica in loco, gli operanti hanno notato che le società erano in gravi condizioni ambientali: sono stati infatti accertati un elevato grado di sporcizia, la produzione di aerosol e maleodoranze, insufficiente pulizia delle aree e imbrattamento dei terreni. Inoltre, sono risultate sprovviste delle autorizzazioni specifiche per il trattamento delle acque meteoriche e di dilavamento e delle acque di prima pioggia, perché scadute.

A conclusione dell’operazione, è scattata inevitabilmente la denuncia a piede libero del titolare di entrambe le società per varie reati ambientali.

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