Oceani: ecosistemi, polmoni, vita. Ecco come celebrarli

Raccolta rifiuti della Guardia Costiera nel corso della Giornata Mondiale degli Oceani

Molte le iniziative di sensibilizzazione per la giornata degli Oceani, per combattere l’inquinamento, salvaguardare gli ecosistemi e tutelare i polmoni azzurri del pianeta

 

Se parliamo di oceani, pensiamo subito ai pesci, ai grandi mammiferi marini, alla barriera corallina, alle rigogliose isole deserte e agli atolli incontaminati. Ma tutto ciò potrebbe scomparire per sempre se le nostre condotte non dovessero cambiare.

Le microplastiche

Foto di Anastasia Gepp da Pixabay

Oggi, le microplastiche rappresentano il pericolo maggiore per gli ecosistemi marini. Sono ovunque. Gli studi del National Geographic dicono che ogni anno vengono riversati in mare circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti, il 75% di essi è plastica, in ogni sua forma. Anche l’acqua che beviamo può contenere microplastiche. Secondo un studio dell’Università di New York, il 93% delle bottiglie di plastica è contaminata da microplastiche, così come l’81% dei campioni di acqua di rete analizzati contengono in media 5,45 particelle/litro di lunghezza compresa tra 0,1 e 5 mm. Nelle acque di falda, le microplastiche sono assenti o in minima parte, mentre i Paesi più industrializzati hanno più microplastiche in acqua rispetto alle aree in via di sviluppo. Per eliminare le microplastiche, aziende specializzate come Calligan utilizzano l’ultrafiltrazione e l’osmosi inversa per ripulire l’acqua da bere.

DAN

Parte dall’Italia il Tour Sostenibile del DAN, Divers Alert Network Europe. Due sub professionisti, Alana Alvarez e Manuel Bustelo, attraverseranno l’Europa nei prossimi 6 mesi a bordo di un veicolo elettrico per sensibilizzare la popolazione sulla grave minaccia delle microplastiche e dell’acidificazione degli oceani. Il tour partirà da Roseto degli Abruzzi e percorrerà 11.500 km, attraversando 15 Paesi. Un modo diverso per spiegare cosa c’è sotto la superficie del mare e perché va salvaguardato.

Il progetto Ocean & Climate

La North Sails Apparel partecipa al progetto Ocean & Climate, lanciato da Worldrise. In 10 città, 10 artisti dipingeranno un murale a tema marino utilizzando vernici biodegradabili. Il murale realizzato a Milano sarà stampato su una t-shirt venduta in edizione limitata. Il 30% del ricavato sarà devoluto al progetto 30×30, che mira a trasformare il 30% dei mari italiani in aree protette entro il 2030.

Fishing for litter

A Roma, sulla banchina di Fiumicino, questa mattina sono stati presentati i risultati del progetto “Fishing for litter”. Con la plastica recuperata dai pescatori, il Corepla ha realizzato alcuni arredi urbani per il Comune di Fiumicino. Contestualmente, è stato allestito un laboratorio didattico per le scuole.

Il Mediterraneo si sta scaldando

Il WWF, invece, segnala il riscaldamento del Mar Mediterraneo. Questa condizione sta portando 1000 specie aliene a sostituire quelle endemiche. L’aumento di temperatura sta anche uccidendo i coralli, le praterie di Posidonia e i banchi di gorgonie. Per cercare di salvare il salvabile, il WWF ha lanciato la campagna GenerAzione Mare. Volontari, ricercatori, appassionati di mare, velisti e sub si impegneranno nei prossimi mesi, con azioni e incontri mirati, a sensibilizzare e a tutelare il Mare Nostrum.

Traghetti più attenti al mare

Anche Corsica Sardinia Ferries si sta adoperando per ridurre i rifiuti plastici e utilizzare carburanti bio. Già da tempo, a bordo dei traghetti è stata abolita la plastica. Ora si usano prodotti biodegradabili. Inoltre, aderendo alla Charte Bleue, la compagnia navale userà tecnologie innovative per ridurre l’impatto ecologico della flotta, si adopererà per proteggere gli ecosistemi marini, mentre sta già utilizzando carburante meno inquinante.

La pesca sostenibile

Marine Stewardship Council MSC ricorda invece l’importanza di una pesca sostenibile come fonte di sostentamento che rispetta la salute delle popolazioni ittiche pescate e degli ecosistemi in cui essa avviene. Secondo la Banca Mondiale, la sussistenza del 90% delle persone impiegate nella pesca dipende dalla pesca di piccola scala; di questi, il 97% è rappresentato da comunità in Paesi in via di sviluppo che presentano alti livelli di povertà. Una pesca sostenibile che favorisce la resilienza degli ecosistemi è più importante che mai: non solo per la necessità di preservare le popolazioni ittiche e gli ecosistemi marini, ma anche per garantire che le comunità che dipendono da essa sopravvivano e prosperino.

I delfini di Catania

Delfini sopravvissuti_ copyright Marecamp Catania (3)

Il Golfo di Catania ospita balene e delfini: si alimentano, socializzano e si riproducono, interagendo talvolta anche con le attività locali di pesca. Gli studi dei biologi marini dell’associazione catanese MareCamp rivelano come alcuni salti che ai meno esperti possono apparire un segno di gioco, siano in realtà una reazione di disturbo perché interrotti in attività di riposo o di caccia o, addirittura, perché attuano un comportamento di difesa in presenza di cuccioli o altri loro simili più fragili. Questi mammiferi marini sono maggiormente soggetti ai pericoli indotti dall’uomo, dalla sovra pesca e dal traffico marittimo. Aiutare il Golfo di Catania, così come tutti gli oceani, significa essere più attenti all’ambiente, attuare stili di vita sostenibili, e sapere cosa fare in caso di osservazione di specie protette come i delfini.

La raccolta dei rifiuti

Il Gruppo L’ORÉAL si è impegnato a raccogliere con One Ocean Foundation 25 tonnellate di rifiuti plastici nell’ambito del progetto NO PLASTIC IN THE OCEAN. Le aree di intervento si concentreranno nei Paesi in via di sviluppo da cui proviene la maggior parte dei rifiuti plastici che minacciano gli oceani. In queste aree, grazie alla collaborazione di partner locali, avverrà la raccolta, il tracciamento e la re-immissione nel ciclo produttivo della plastica per favorire lo sviluppo di un’economia  circolare.

La Guardia Costiera

Solo oggi, la Guardia Costiera ha raccolto in varie zone d’Italia ben 8,5 tonnellate di rifiuti, nell’ambito della Campagna “Mare Pulito”. Tra il materiale raccolto dai fondali anche pneumatici di auto e camion, attrezzi da pesca, sacchetti, bottiglie e materiale plastico, sedie e lettini da spiaggia, guanti e stoviglie monouso, mascherine, fusti metallici, cassette, materiale elettronico di risulta, cime d’ormeggio e batterie esauste. Comprese numerose “reti fantasma”, abbandonate sul fondo del mare e dannose per l’ambiente marino.

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