Oasi WWF Lago di Conza: relax, sentieri e migrazioni nel cuore selvaggio dell’Irpinia

Un’area naturale protetta di 800 ettari situata nei comuni di Cairano e Conza della Campania, in provincia di Avellino. E’ l’Oasi Lago di Conza, un’area di interesse scientifico del WWF. Ha celebrato la riapertura il giorno della Pasquetta. E ora è pronta, con tante novità, ad accogliere visitatori e scolaresche

 

Ritrovarsi nel cuore selvaggio dell’Irpinia e scorgere le indicazioni stradali per Nairobi, Berlino o Copenaghen. E’ possibile anche questo all’interno dell’Oasi WWF Lago di Conza. Riaperta lunedì 1 aprile, in occasione di Pasquetta, l’Oasi ha accolto decine di visitatori per trascorrere una giornata a ridosso dell’omonimo lago. E immergersi nella natura e in paesaggi rilassanti, per vivere un emozionante incontro con la fauna selvatica.

Perché quando si svolta dalla Statale 7 per le ultime centinaia di metri in direzione Oasi, in realtà, si entra in un mondo ovattato, che guarda verso Cairano – borgo particolarmente caratteristico, che svetta sul lago e ospita anche il Sentiero arcaico – ma punta a mete lontane migliaia di chilometri. Le indicazioni, infatti, riportano alle migrazioni di anatre, di cui è presente un sentiero e una serie di esemplari.

Ma non solo: perché l’Oasi WWF Lago di Conza rappresenta una delle più estese aree umide della Campania e costituisce un’importante stazione di ristoro e riposo delle specie di uccelli che migrano tra Tirreno e Adriatico. La sua importanza è data quindi, soprattutto, dalla variegata e popolosa avifauna che vi staziona o vi nidifica, durante le migrazioni tra il continente eurasiatico e l’Africa.

La storia

Quando nel 1972 cominciarono i lavori di costruzione della diga, la vasta piana alluvionale dell’Ofanto era interessata da attività agricole e zootecniche, testimoniate tutt’oggi dai ruderi delle numerose case coloniche che ancora punteggiano il paesaggio dell’Oasi, e il bosco igrofilo costituito da salici, tamerici, ontani e pioppi vegetava nell’alveo di piena dell’Ofanto. Successivamente, con il forzato abbandono delle coltivazioni e con l’estrazione del materiale lapideo e terroso occorrente alla realizzazione della diga, si sono create vaste zone allagate che hanno favorito l’espansione della vegetazione igrofila, principalmente dei salici e dei pioppi, accompagnata dalla tipica vegetazione palustre di canna comune, tifa, ecc. Le sponde del lago sono invece caratterizzate dalla vegetazione tipica pascoli e, dove il calpestio dei bovini è stato interdetto, il prato naturale sta lentamente riprendendo spazio con centinaia di piante spontanee tipiche di questi ambienti, come la carota selvatica, la cicoria, il trifoglio e con un elevato numero di specie di orchidee. La presenza della diga provoca forti escursioni del livello del lago che portano il paesaggio a essere estremamente mutevole.

I punti d’interesse

Con queste premesse, si varca il cancello dell’Oasi bardato con una bandiera del WWF. Ad accogliere i visitatori – dopo l’ingresso nel Centro visite e un piccolo contributo per l’Oasi (non richiesto a soci WWF o residenti a Conza) – è il Giardino delle Testuggini: ospita alcuni esemplari di Testuggini terrestri affidate all’Oasi dal Corpo Forestale dello Stato e appartenenti alle specie Testudo hermanni, Testudo marginata e Testudo horstfieldi. Vivono in Oasi in condizioni di semi naturalità, mangiando le piante spontanee del prato e regolando autonomamente i propri cicli biologici.

Proseguendo, si arriva a una delle novità dell’anno: il Sentiero delle Cicogne. Lungo il percorso, infatti, i visitatori possono acquisire informazioni sull’ecologia e le strategie migratorie di questi splendidi animali, giocare con il pannello quiz e osservare da vicino le Cicogne bianche ospitate presso l’area faunistica.

Costeggiando il Sentiero del Lago – che porta poi proprio a ridosso dello specchio lacustre – ci si imbatte nel frutteto: circa 60 alberi di diverse varietà di mele, tutte coltivate anticamente nel territorio Irpino e oggi ampiamente in disuso o del tutto scomparse. Altro interessante punto di interesse, nel percorso verso la distesa del prato e il lago – è rappresentato dal bosco sommerso: è uno degli ambienti più preziosi dell’Oasi in quanto sede di nidificazione di numerose specie di uccelli e importante sito di fitodepurazione delle acque del lago. All’interno è possibile osservare la rara ed elusiva lontra, numerose specie di anfibi e pesci e moltissime specie di uccelli, tra cui gli aironi. Giungendo nella parte più vicina al lago, si incrociano decine di mucche al pascolo, placide compagne di viaggio che arricchiscono la visita.

La vista

Attraverso un percorso ad anello che parte dal Centro Visite e ruota attorno al prato naturale, si toccano poi in breve tempo altri punti interessanti come il Belvedere sul lago, dal quale è possibile abbracciare con lo sguardo tre quarti dell’Oasi, gli antichi borghi di Conza e Cairano e osservare il passaggio dell’avifauna acquatica, e lo Stagno didattico, in cui è possibile osservare con facilità le piante e gli animali tipici dei piccoli stagni come la Tifa, il Giunco e la Raganella.

Proprio il belvedere – e zone annesse – è l’area più ricercata per una pausa relax (e un foto ricordo): ci si stende ad ammirare la vastità del lago e il borgo che lo sovrasta, spesso meta di successiva visita da parte dei turisti, che si godono dall’alto la vista.

L’Educazione ambientale

Aperta la domenica e giorni festivi, l’Oasi nei feriali è a disposizione per visite di gruppi (su prenotazione). Un’occasione propizia soprattutto per le scuole: il Centro di Educazione Ambientale dell’Oasi WWF Lago di Conza è stato infatti ufficialmente riconosciuto dalla Regione Campania e dal WWF Italia e inserito nella rete nazionale INFEA (INformazione Educazione Ambientale)e nel circuito italiano dei CEA (Centri Educazione Ambientale) del WWF. Il Centro propone alle scuole di ogni ordine e grado, alle famiglie e ai gruppi organizzati un’ampia scelta di percorsi didattici e laboratori di educazione ambientale volti a promuovere la conoscenza e l’amore per la natura e il proprio territorio, privilegiando la pratica e l’operatività e invitando all’azione concreta, affinché ogni interlocutore possa sentirsi protagonista del proprio futuro e consapevolmente parte del nostro pianeta. I nuovi Laboratori di Educazione Ambientale sono suddivisi secondo le linee di indirizzo indicate dal MIUR nelle “Linee guida per l’Educazione Ambientale”.

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