Oasi Lago Salso, WWF e Pro Natura insorgono: “Habitat naturali trasformati in campi coltivati

Oasi Lago Salso, habitat distrutti

Non c’è pace per l’Oasi Lago Salso, nel Parco Nazionale del Gargano.  Una parte consistente dei terreni vincolati alla creazione di habitat naturali è stata trasformata in campi coltivati. E’ questa la denuncia di WWF e Federazione Pro Natura

«C’è la possibilità di vedere foto satellitari tramite un sistema internazionale. Per caso, osservando, abbiamo visto che c’erano dei lavori e allora abbiamo deciso di fare controlli e sopralluoghi più approfonditi». La nuova puntata della telenovela Oasi Lago Salso è nata quasi per una coincidenza. Quelle immagini, però, gli ambientalisti e animalisti foggiani avrebbero preferito non vederle. Non per omertà – basti pensare che immediatamente sono partite le denunce -, ma perché quello che sta accadendo nella zona umida costiera del golfo di Manfredonia, che rientra nel Parco Nazionale del Gargano, rischia di alterare la biodiversità del territorio.

La denuncia arriva proprio da Federazione Pro Natura e WWF Foggia, che hanno già alzato un polverone arrivato sui tavoli della Commissione Europea. «Abbiamo chiesto – spiega Maurizio Marrese, presidente WWF Foggia – una urgente verifica presso l’Oasi Lago Salso dei lavori che hanno comportato la messa a coltura di una notevole parte dei terreni vincolati alla creazione di habitat naturali in seguito alla conclusione della Procedura di Infrazione avviata dalla Commissione Europea».

Viene sollecitato così l’immediato intervento proprio della Commissione Europea, con Ministero della Transizione  Ecologica, Parco Nazionale del Gargano, Comune di Manfredonia, Assessorato all’Ecologia Regione Puglia.

Le tappe

Attendono risposte immediate “anche perché la Regione ci ha messo la faccia”. Il Comune di Manfredonia – rimarcano infatti dalle associazioni – ha ricevuto dalla Regione Puglia un finanziamento di 500mila euro che prevedeva la trasformazione di quei terreni in habitat naturali.

Il 2 aprile 2021, però, Commissari Prefettizi del Comune di Manfredonia hanno inviato al liquidatore unico e all’Ente Parco Nazionale del Gargano e al Centro Studi Naturalistici ONLUS una missiva riguardante la Revoca dei contratti di concessione di terreni agricoli comunali.

La ricchezza del territorio, scrigno di biodiversità

Ma di cosa parliamo quando citiamo l’Oasi Lago Salso? L’area, prima di questi interventi, presentava sia prati-pascoli che zone umide su una superficie di circa 1.041 ettari, ed è annoverata tra le più importanti zone umide del Mediterraneo, costituendo un importante tassello della Rete Natura 2000 voluta dalla Commissione Europea per tutelare ambienti e specie minacciate a livello europeo. Per questo l’Oasi Lago Salso è inclusa dal 1996 nel Sito di Importanza Comunitaria “Zone umide della Capitanata” Important Bird Area (IBA) e dal 2007 nella Zona di Protezione Speciale “Paludi presso il golfo di Manfredonia”, dal 21 marzo 2018 Zone Speciali di conservazione (ZSC) nonché ricompresa nel Parco Nazionale del Gargano.

«Da una prima valutazione mediante il confronto delle foto satellitari – spiega Marrese -, le aree oggetto di trasformazione potrebbero anche superare i 100 ettari. Ma per una quantificazione più precisa sarebbe necessario effettuare dei rilievi».

Le specie presenti

Foto satellitari

“Il danno che ne consegue in seguito alla messa a coltura – denunciano le associazioni – è, in termini di conservazione delle specie e degli habitat, incommensurabile. La sottrazione o la cattiva gestione delle aree a pascolo, destinandole a usi diversi da quelli naturali, riduce drasticamente le possibilità di alimentarsi, riprodursi e di effettuare altre attività indispensabili per la sopravvivenza delle singole specie”.

Come detto, l’Oasi Lago Salso ricade nel Parco Nazionale del Gargano, in una ZSC/SIC e ZPS e IBA per la presenza di: 2 habitat prioritari, 5 specie prioritarie tra anfibi e rettili, 1-2 specie di pesci prioritari, diverse altre specie di flora e fauna e ben 49 specie di uccelli ritenuti oggetto della massima tutela dagli obblighi comunitari.

«Molti uccelli – sottolinea Marrese – nidificano anche a terra, come ad esempio le allodole e sfalciando questi campi viene commessa una vera strage. Prima erano luoghi trofici, ora è sostanzialmente un deserto. Anche le specie come le cicogne bianche che andavano a nutrirsi avranno necessità di spostarsi: viene così influenzato negativamente tutto l’habitat».

Società in liquidazione

Per questo, la Federazione Pro Natura e il WWF Foggia chiedono di verificare se per tali trasformazioni è stata eseguita una specifica valutazione d’incidenza ambientale stante i vincoli e gli obblighi esistenti in quest’area particolarmente tutelata, vista tra l’altro la presenza di un comando dei Carabinieri forestali e tenuto conto che l’Oasi è sotto il controllo di una società in liquidazione dove l’Ente Parco Nazionale del Gargano ha il 96% delle quote della società.

Il 20 dicembre 2019, infatti, l’Ente Parco nazionale del Gargano, socio di maggioranza dell’Oasi Lago Salso SpA, con il voto contrario del socio di minoranza Centro Studi Naturalistici Onlus – Pro Natura, ha deliberato lo scioglimento e liquidazione della società di gestione dell’Oasi.

Interventi immediati

Ma, in conclusione, perché sarebbe stato compiuto questo gesto? «Non sappiamo il motivo – conclude Marrese – ed è quello che chiediamo espressamente. Cosa ci aspettiamo? Una risposta veloce delle istituzioni, l’immediata  sospensione degli interventi in corso e il ripristino delle condizioni iniziali».

La richiesta alle autorità è di intervenire, per quanto di propria competenza, nell’accertare le eventuali responsabilità, omissioni e danni da parte di chi ha autorizzato i lavori. Altrimenti, Federazione Pro Natura e WWF Foggia si riservano, in assenza di immediate risposte, di richiedere alla Commissione Europea l’avvio di una procedura di infrazione comunitaria.

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