Oasi Lago Salso, accuse incrociate tra Darwin, rotoballe e (poca) trasparenza

Oasi Lago Salso, si vedono le contestate "rotoballe"

E’ l’ennesima puntata di una telenovela che sta cominciando ad avere delle punte trash. Perché se il presente e, soprattutto, il futuro dell’Oasi Lago Salso stanno a cuore ad ambientalisti e animalisti per semplice ‘ideale’, è il passato – nella gestione della zona umida costiera del golfo di Manfredonia – ad agitare la discussione.

E così, come lo stolto che guarda il dito quando il saggio indica la Luna, così le prospettive e le dinamiche di un territorio finiscono a beghe di condominio, sottovalutando l’aspetto naturalistico e facendo prevalere quello personale.

Per capire questo ulteriore botta e risposta è necessario, però, fare un passo indietro. Come evidenziato in un precedente articolo su A&A, il WWF e Pro Natura avevano sollecitato l’attenzione su un aspetto molto importante che riguarda l’Oasi Lago Salso, zona umida costiera che rientra nel Parco Nazionale del Gargano. La denuncia riguardava il rischio di alterare la biodiversità del territorio a causa della trasformazione di una parte consistente dei terreni vincolati alla creazione di habitat naturali in campi coltivati. Dalle associazioni era arrivato pertanto l’invito alle istituzioni ad attivarsi con interventi immediati.

Il giudizio di Pazienza: “Becere strumentalizzazioni”

Oasi Lago Salso, habitat distrutti

A questa sollecitazione è arrivata la replica dell’Ente Parco, che ha bollato le denunce come “mistificazioni della realtà e becere strumentalizzazioni”.

In particolare, il Presidente Pasquale Pazienza, “già consapevole dell’infondatezza della segnalazione” – come recita una nota dell’Ente Parco -, ha operato un sopralluogo tecnico per dare definitiva certezza alla inesistenza della reclamata violazione di norme sulla tutela dell’habitat nell’Oasi Lago Salso. Il sopralluogo (svolto congiuntamente dagli organi di PG Carabinieri forestali, sezione parchi, dai funzionari dell’Ente parco e dall’agronomo delegato della Oasi Lago Salso SpA) “è terminato con la redazione di un verbale ufficiale, nel quale è stata acclarata l’assoluta inesistenza delle questioni sollevate nella segnalazione“.

All’interno dell’Oasi Lago Salso – ribadiscono dall’Ente Parco – non vi è stata alcuna attività di dissodamento di aree pascolive e/o di trasformazione di superfici in terreni coltivati. Nell’intera area dell’Oasi Lago Salso non è in corso alcuna attività illecita da sospendere e non vi è necessità alcuna di adoperarsi in azioni di ripristino di habitat deteriorati; non ricorrono responsabilità, omissioni o danni ad opera di alcuno.

Il riferimento personale

Poi, l’atto d’accusa “personale” sugli autori della segnalazione, Vincenzo Rizzi e Maurizio Marrese. “Mentre quest’ultimo è referente territoriale del WWF, Rizzi – ribadisce Pazienza – è rappresentante della Federazione nazionale Pro Natura, ma è anche stato membro del precedente Consiglio di amministrazione dell’Oasi Lago Salso SpA, quale espressione del socio di minoranza (Centro Studi Naturalistici onlus al 4%). Non sfugge all’attenzione dell’Ente Parco la mole di comportamenti riottosi e sobillatori posti in campo dal CSN onlus, sin dall’inizio della vicenda relativa allo scioglimento e alla liquidazione dell’Oasi Lago Salso SpA, che fu avviata a seguito dell’adozione di una delibera del 12 novembre 2019, votata all’unanimità dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco, su proposta di Pazienza, dopo aver verificato l’esistenza di una serie di irregolarità e mancanze nella gestione della Società (di cui il Parco è socio di maggioranza al 96%) governata, nei fatti, dal socio di minoranza CSN onlus”.

E’ per questo che nell’idea di Pazienza, “le numerose mistificazioni e strumentalizzazioni operate dal CSN onlus, rappresentano tentavi di trascinare l’Ente Parco in una infinita e asfittica querelle, per indurlo a desistere dal suo intento di voltare pagina nella zona umida di Lago salso, ovvero quello di portare la gestione della Società in un alveo di correttezza amministrativa e di pieno rispetto delle norme di legge”.

La perdita di tempo

Un riferimento diretto, con una citazione darwiniana: “Apprezziamo e sosteniamo chiunque si rivolga al Parco per denunciare illeciti in materia ambientale, ma ci dispiace di dover prendere atto che in questo caso ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di mistificazione della realtà, finalizzato alla costruzione di becere strumentalizzazioni; il risultato è la perdita di tempo e di energie per gli uffici dell’Ente Parco nazionale del Gargano, notoriamente in sofferenza di organico. Parafrasando Charles Darwin riteniamo che gli uomini che sprecano il loro tempo, perché incapaci di usarlo fruttuosamente, sono uomini che non conoscono il valore della vita”.

Poi, l’ultimo atto: “Non vorremmo più perder tempo a confrontarci con segnalazioni e denunce infondate e strumentali che, tra l’altro, provocano un grave danno d’immagine istituzionale e territoriale e che sarà fatto valere nelle sedi opportune”.

La controreplica di WWF e Pro Natura

Parole pesanti, alle quali WWF e Pro Natura hanno, ovviamente, controreplicato, confermando la richiesta di un incontro congiunto.

L’Oasi Lago Salso in uno dei suoi angoli più suggestivi (Foto oasilagosalso.com)

“Non abbiamo mai scritto di ‘dissodamento’ degli habitat bensì abbiamo chiesto semplicemente una ‘urgente verifica’ dello stato dei luoghi – spiegano Rizzi e Marrese -, ciò che fra l’altro sta accadendo in questi giorni e, attualmente, ancora in corso come precisato dai Carabinieri”. Quindi – è la loro deduzione -, “contrariamente a quanto affermato dal prof. Pasquale Pazienza che ‘chiude la questione’ e afferma sinteticamente ‘che gli facciamo perdere tempo’, le cose non stanno assolutamente cosi”.

Ad attacco personale, la controreplica è un affondo altrettanto diretto: “Nonostante questo comportamento a dir poco anomalo del Presidente Pazienza, siamo felici di aver svegliato dalla letargia il suo operato, ricordando che in quasi tre anni di mandato nessuna vera associazione ambientalista è riuscita ad interloquire con il Parco, a parte qualche piccolo comitato, e questo è grave soprattutto se ricordiamo che recentemente abbiamo visto lupi e aironi guardabuoi impiccati, malcontento sul Parco, un Parco Nazionale ancora senza Piano, senza Direttore, senza Consiglio Direttivo”.

Le “rotoballe”

Vengono criticate le poche proposte partite dall’Ente Parco, ribadendo un concetto: “La verità è che all’Oasi Lago Salso diverse decine di ettari tutelate e ricoperte da pascoli naturali ed altri habitat, sono state oggetto di pratiche agricole”.

Infine, l’ultimo argomento di scontro: “Noi crediamo nella verità e non alle ‘rotoballe’ (come quelle viste nell’Oasi dove non dovevano mai esserci) e le bugie, come si dice, hanno le gambe corte. Concludendo – chiudono Rizzi e Marrese -, invitiamo il prof. Pasquale Pazienza alla trasparenza, iniziando a pubblicare i verbali, gli atti e tutte le informazioni utili per ricostruire ciò che sta accadendo nel Lago Salso, quindi meno rotoballe e più Natura in quella che era uno scrigno di biodiversità della Regione Puglia”. E la storia continua…

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