Input your search keywords and press Enter.

Nuvole, e non solo dei fumetti

BeccoGiallo, nata nel 2005, è una casa editrice padovana di graphic-journalism da tenere d’occhio. Con il linguaggio dei fumetti, è capace di analizzare e fissare nella memoria la realtà di ieri e di oggi. In particolare, grazie alla collezione Cronaca Storica, ricostruisce i casi della memoria collettiva grazie alla storia a fumetti. Conclusa sempre da importanti corredi: cronistoria, interviste, schede, riferimenti bibliografici (non solo libri, ma anche cinema, tv, teatro, musica, internet). Da leggere. Adulti e ragazzi. Caldamente consigliata agli insegnanti, da adottare nelle scuole. Ottimo metodo di apprendimento della nostra storia recente.

 

Chernobyl_CopertinaChernobyl, di cosa sono fatte le nuvole, introduzione di Andrea Plazzi, è scritto e disegnato da Paolo Parisi, senese classe ’80; racconta una storia inventata con personaggi immaginari. Con segno sintetico, lunghe sequenze senza dialoghi né didascalie, lascia che il silenzio diventi narrazione autonoma fatta di neve. La neve delle terre di Chernobyl, ex Urss, dove nell’’86 esplose un reattore alla centrale nucleare. Subito 31 morti, centinaia di ricoverati e 135mila evacuati, un numero imprecisato di malati a seguito della nube radioattiva.
“All’improvviso le nuvole iniziarono a sparire. Ricordo un’enorme nube arancione che si spostava veloce verso di noi. Poi più nulla.” Così ha inizio il racconto. Il bambino Nikolaj, il giornalista Aleksandr, il medico Petr, l’anziana Nina. In ciascuno un lutto, per ognuno lo spettro di un’assenza legato a quel dramma. Nicolaj (orfano) ricoverato nell’ospedale del dottor Petr. Lui, oncologo, (vedovo dell’infermiera Ludmilla) ospita l’amico Aleksandr. Il reporter (figlio del suo amico Vasilij, vigile del fuoco morto nel rogo del reattore) visita la città fantasma di Pripjat per scriverne un libro. Nina, che incrocia lungo il tragitto, curva sulle sue patate radioattive raccolte in grembo (muore invocando il figlio Sasha, che non tornerà mai più).

 

 

Porto Marghera_CopertinaPorto Marghera, la legge non è uguale per tutti, prefazione di Gianfranco Bettin, è invece scritto e disegnato da Claudio Calia, trevisano classe ’76, padovano d’adozione, che già con la sola forza delle immagini e il suo bel tratto carico, in questo libro parla di diritto alla salute dei lavoratori e della popolazione. Mostra documenti processuali, ritagli di giornali, lastre cliniche; entra nel fumetto in prima persona e traghetta il lettore nel susseguirsi degli eventi del petrolchimico più tristemente famoso d’Italia: Porto Marghera, quartiere di Venezia costituito nel 1917, patria dell’industria chimica dal ’21.
Anche qui, nuvole. Come racconta Gabriele Bortolozzo, operaio che nel 1994 ha presentato l’esposto al pm Felice Casson, da cui è partito il processo: «Si lavorava in mezzo a nuvole di gas incolore e inodore, tenuti all’oscuro della sua cancerogenicità». 157 gli operai morti, quelli accertati. Dalle indagini di 50mila pagine e dall’udienza preliminare, il rinvio a giudizio per 28 dirigenti. Le accuse vanno dalla strage al disastro ambientale. In primo grado, nel 2001, tutti assolti. La condanna definitiva arriverà solo per 5 dirigenti e solo nel 2006. Nel ’73 gli studi dell’oncologo Cesare Maltoni avevano dichiarato cancerogeno il CVM (cloruro di vinile monomero), ma in molti hanno taciuto.

 
Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *