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Energia nucleare? Sì, grazie?

tazebao06Nucleare, sì grazie o sì purtroppo? Il tema del nucleare continua a tenere banco al Festival dell’Energia che si svolge a Lecce sino a domenica 23 maggio. Dopo le dichiarazioni del Presidente di Assoelettrica Giuliano Zuccoli che sostengono il passaggio al nucleare come  scelta ineludibile e  il no secco ribadito dalla vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, il dibattito si è acceso intorno al libro di Luca Iezzi (giornalista economico di La Repubblica) dal titolo Energia nucleare? Sì, grazie?, edito da Castelvecchi (2009). Un libro scritto ancora prima delle decisioni del governo di costruire nuovi impianti nucleari nel nostro paese e che traccia la storia, intorno a questo tema tabù, dal referendum dell’87 ad oggi. Un’analisi che vuole andare oltre gli orpelli ideologici e affrontare la questione sulla base di un confronto con le esperienze e i risultati ottenuti in paesi come la Francia, l’Inghilterra o la Germania. Argomento comunque di non facile digeribilità, così come è stato sottolineato anche da Stefano Costantini, direttore di La Repubblica – Bari, in una Puglia, prima regione in Italia per la produzione di energia rinnovabile, pur con le obiezioni sollevate dagli ambientalisti sulla necessità di calmierare la realizzazione di  impianti fotovoltaici ed eolici che modificano inevitabilmente il paesaggio naturale. Il libro offre, pertanto, una spiegazione del perché sia opportuno guardare a  questa fonte,  non come scelta assoluta e alternativa alle altre, ma come possibile scelta, insieme alle altre. Il primo obiettivo da raggiungere è sicuramente quello di abbassare il livello di surriscaldamento dei pianeta, ridurre i gas serra e contenere le emissioni di anidride carbonica. Da qui il ricorso a fonti alternative al fossile, ma il nodo da sciogliere intorno al nucleare è legato soprattutto alla necessità di rendere credibili le agenzie che devono garantire la sicurezza e il controllo degli impianti. Un’informazione trasparente  ha fatto crollare il livello di allarme in Germania, ma proprio per questo bisogna partire dall’alto, con l’individuazione di agenzie nazionali che devono essere indipendenti da interessi di parte e dunque affidabili.

Il libro ricorda inoltre che esiste una banca dati mondiale aggiornata in tempo reale su possibili incidenti o problemi  (http://www-news.iara.org/news/ ). Il dibattito che ne scaturisce vede comunque da un lato le preoccupazioni  legate ad un uso segreto, proprio degli ambienti militari, del nucleare e del problema della radioattività delle scorie e dall’altro la necessità di arrivare comunque preparati alla data del 2020, anno in cui è previsto il rientro delle scorie che erano state inviate dall’Italia all’estero per  essere processate (e quindi rese meno pericolose). Luca Iezzi, proprio nell’ analizzare tutti gli aspetti economici, ambientali e politici, giunge  alla  conclusione che il nucleare non è la risposta, ma è  una delle risposte al problema energetico.

CENTRALE NUCLEARE

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