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Nucleare, problemi nelle centrali ai confini con l’Italia

Stress test per verificare la tenuta di condutture e impianti nelle centotrentaquattro centrali nucleari in quattordici Paesi della Comunità Europea hanno verificato, lo denuncia il quotidiano Le Figaro che, in Francia, diciannove non rispondono ai criteri di sicurezza richiesti dall’Europa, secondo un documento preparato dalla Commissione di Bruxelles. Quattro di queste sono vicine ai confini italiani. La situazione è sotto controllo afferma il commissario UE all’energia Guenther Oettinger e non è richiesta la chiusura; però, fa notare il commissario, mancano strumenti di misurazione sismica e gli equipaggiamenti di soccorso in caso di incidente non sono adeguati. Al contrario, ne sono regolarmente dotati gli impianti britannici, svedesi, spagnoli e tedeschi.

Secondo la Commissione Europea, tutti i centotrentaquattro reattori, di cui cinquantotto transalpini, devono prevedere eventi estremi simili a quello di Fukushima e si deve essere preparati a intervenire per garantire la sicurezza. E perché tutte quante rispondano agli standard richiesti, sono necessari dai 10 ai 24miliardi di euro. A favore delle centrali EPR francesi, di cui gli altri in Europa sarebbero sprovvisti, hanno rilevato gli autori del rapporto, c’è, però, un sistema di arresto che se gli impianti di Fukushima ne fossero stati provvisti, avrebbe impedito il disastro.

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