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Nucleare? Meglio le rinnovabili

I nuclearisti possono in qualche maniera monopolizzare lo sviluppo dell’energia mentre le energie rinnovabili sono un’opportunità democratica di sviluppo accessibile da parte di tutte le imprese. È la posizione espressa da Riccardo Figliolia, segretario generale Confapi Bari-Bat. L’associazione di recente ha promosso un incontro alla Camera di Commercio di Bari.

La home page della Confapi

Il Governo nazionale ha bloccato la realizzazione degli impianti nucleari in Italia. È stata una decisione saggia? Sarebbe stato utile il nucleare?

«È chiaro che da un punto di vista generale serve un mix di fonti per assicurare un equilibrato approvvigionamento di energia elettrica. Se contestualizziamo il discorso nel nostro Paese, però, occorre sottolineare in primo luogo che sarebbe difficile costruire le centrali nucleari. La paura del sistema delle piccole e medie imprese che rappresento, dall’altra parte, è che i nuclearisti possono in qualche monopolizzare lo sviluppo dell’energia. È evidente che le energie rinnovabili sono un’opportunità democratica di sviluppo accessibile da parte di tutte le imprese. Non siamo, quindi, contrari, al nucleare di per sé, anche se dopo Fukushima ci scontriamo con problemi veri di sicurezza ed una paura atavica delle popolazioni».

Ci potrebbero essere altri ripensamenti alla decisione governativa?

«È plausibile, magari fra qualche anno. È chiaro che bisogna assumere decisioni importanti. Occorre fare un piano nazionale serio sull’energia per il futuro del Paese. I nostri imprenditori e le comunità devono poter prendere le loro decisioni per i loro investimenti».

Il Governo aveva individuato il litorale brindisino tra i possibili siti idonei per la realizzazione di centrali nucleari

 

La Puglia, comunque, ha sempre espresso un parere contrario al nucleare

«Beh si, perché la Puglia ha fatto una scelta illuminata diversi anni fa sulle rinnovabili. Abbiamo avuto tante attestazioni ed oggi la regione è la punta di diamante, la capofila, la prima regione in Italia per le rinnovabili. Anche il sistema industriale endogeno può vantare esperienza e capacità che rappresenta un valore per tutti da difendere e consolidare. Se migliorato, questo know how può essere esportato in altri Paesi».

Adesso le imprese cosa faranno?

«L’esigenza del sistema delle imprese è quella di avere regole chiare, certe e durature nel tempo, sulla base delle quali gli imprenditori devono poter attuare i loro programmi e investimenti. Tutto il sistema che parte dall’industria e dalla ricerca e interessa il mondo creditizio e della formazione, si deve poter muovere programmando i propri passi sulla base di un contesto affidabile. Dobbiamo garantire questo clima di fiducia e certezza ai nostri imprenditori».

 

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