Nucleare in Italia: Basilicata al centro di sperimentazioni e traffici di sostanze nucleari

Nel libro-inchiesta della giornalista Marisa Ingrosso il racconto della vicenda del nucleare che lega la piccola Basilicata a traffici internazionali e segreti di Stato.

Sud atomicoLa Basilicata al centro di sperimentazioni e traffici di sostanze nucleari, in un puzzle di responsabilità e brutte storie internazionali che dura da 50 anni e che pare non essere stato ancora completato. Uno (o più) stabilimenti, una lunga schiera di politici, tante tipologie di lavorazioni più o meno lecite, una manciata di incidenti radioattivi: ecco gli ingredienti che amalgamati tra loro portano fino al sequestro, ad aprile 2018, dell’impianto nucleare Itrec a Rotondella, di cui la Sogin sta curando lo smantellamento, e finito sotto inchiesta con l’ ipotesi di reato di inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento e traffico illecito di rifiuti: in poche parole, l’impianto è stato sequestrato perché sversava acqua contaminata da sostanze radioattive nel mar Jonio. Questo, in estrema sintesi, il filo conduttore di Sud atomico – Gli esperimenti, gli incidenti, le contaminazioni, il denso libro-inchiesta a firma della giornalista Marisa Ingrosso per la casa editrice Radici Future.

Nucleare: nel Mezzogiorno la filiera atomica

Con la competenza di chi segue da anni la vicenda, Marisa Ingrosso snocciola con sicurezza una mole enorme di date, nomi, dati tecnici, documenti, in una ricostruzione meticolosa e dimostra che le verità sugli insediamenti che lavoravano il plutonio e l’uranio non è mai stata detta fino in fondo. Così come non è mai stato chiarito fino in fondo il ruolo degli Stati Uniti nella produzione di sostanze radioattive in una regione prescelta in Italia grazie ad un sottosuolo capace di “ammortizzare” l’effetto delle sostanze. Né è mai stata fatta piena luce sulla effettiva consistenza della “filiera atomica” italiana che riunisce Sicilia, Puglia e, appunto, Basilicata. Qualche domanda: che fine hanno fatto le barre di uranio, le scorie liquide e solide, i rifiuti di vario genere?

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Nucleare: tra mafia e Guerra del Golfo

Un libro esplosivo, e non solo per il titolo, che ricostruisce anche le svariate inchieste della magistratura, purtroppo non andate a buon fine, e in cui l’autrice afferma senza mezzi termini che “i documenti americani dimostrano che è assolutamente plausibile che il Plutonio sia stato trattato in Basilicata. Dimostrano che le tesi della magistratura italiana erano fondate. E ribaltano i piani. La domanda che oggi si può formulare non è più “se” è passato dalla Basilicata, ma “dove” è finito il plutonio lucano?”. Infatti, sulla “Plutonio connection” si affaccia inquietante prima l’ombra del disastro di Ustica (il DC 9 dell’Itavia fu abbattuto dai servizi segreti israeliani perché trasportava uranio rubato a Bologna e diretto in Libia?) poi, con molta più consistenza, quella ancor più inquietante dei rapporti con l’Iraq di Saddam Hussein (i cui tecnici nucleari si sono formati proprio in Basilicata alla vigilia della Guerra del Golfo) legata a filo doppio con la mafia e la ‘ndrangheta, che in una specie di gioco delle tre carte avrebbero venduto gli elementi base per realizzare una bomba atomica proprio a Baghdad.

Il Nucleare in Italia: chi lo sta pagando?

rifiuti radioattiviMarisa Ingrosso ricostruisce anche il clima dell’Italia degli anni ’60, un’Italia affamata di energia e disposta a farsi largo tra le consorelle europee per acquisire una posizione di prestigio in campo nucleare e altrettanto desiderosa di chiudere con un’ormai imbarazzante “familiarità” con uranio e plutonio all’indomani del disastro di Chernobyl. Un’Italia sempre legata a filo doppio con grandi potenze e Stati più all’avanguardia nella ricerca e sempre, ancor oggi, troppo gelosa dei suoi segreti sigillati dalla sibillina dicitura “segreto di Stato”, contro cui l’autrice spesso si è scontrata. Un libro che, infine, sottolinea quanto il prezzo dell’avventura nucleare lo stiano pagando gli italiani, non solo in termini di salute ma anche in termini economici. E chissà per quanto altro tempo ancora.

Marisa Ingrosso, Sud atomico, Radici Future, 2018, 140 pagg.  € 14,00

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