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Nucleare francese: EDF condannata per spionaggio

EDF, il colosso elettrico francese, spiava Greenpeace. Provata in primo grado la sua complicità in attività di spionaggio ai danni dell’associazione ambientalista, la Procura di Nanterre ha condannato EDF a risarcire Greenpeace Francia con cinquecentomila euro per danni morali, oltre al pagamento di una multa di un milione e mezzo di euro. Sono stati condannati, inoltre, con pene che vanno dai due ai tre anni di reclusione, due alti dirigenti della compagnia, responsabili per la sicurezza nucleare, più altre due persone.

EDF, società controllata dal governo francese, è la stessa impegnata nella costruzione del reattore EPR à Flamanville, in Normandia, lo stesso tipo di quelli che il nostro governo avrebbe voluto realizzare in Italia.

L’inchiesta, iniziata nel 2004, durata due anni, ha rivelato che EDF avrebbe assoldato investigatori privati e hacker per spiare l’associazione ambientalista d’oltralpe, impegnata in una dura campagna di protesta nei confronti del più grande produttore di elettricità al mondo e proprietario dei 58 reattori nucleari francesi. A EDF la magistratura francese ha contestato il reato di complicità con chi ha violato la rete informatica e rubato oltre 1.400 documenti dal computer del responsabile di Greenpeace.
Soddisfazione anche di Greenpeace Italia, secondo cui il comportamento fuorilegge di EDF per contrastare l’azione pacifista degli ambientalisti dimostra che non è in grado di difendere la scelta nucleare con altri mezzi.

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