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Nucleare: bocciate leggi regionali

Dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania hanno bandito il nucleare nel loro territorio. Le motivazioni del verdetto saranno depositate nei prossimi giorni: intanto si apprende che le tre leggi regionali hanno violato, secondo i giudici costituzionali, la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente e di sicurezza (art.117).

Puglia, Basilicata e Campania avrebbero dovuto impugnare le leggi statali dinanzi alla Consulta e non legiferare in autonomia: questa in sostanza, la motivazione addotta dai giudici costituzionali. Tuttavia, già la scorsa estate, dieci Regioni (Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise) avevano impugnato inutilmente la legge delega 99 del 2009, con cui il Governo stabilisce il ritorno del nucleare in Italia, poiché la Corte Costituzionale ne aveva respinto i ricorsi.

Non termina intanto il compito della Corte relativo a questioni di ordine ambientale e di sicurezza: spetta ai giudici costituzionali esaminare i ricorsi delle altre regioni che hanno impugnato il decreto delegato nonché stabilire le sorti del quesito referendario promosso dall’Idv di Di Pietro contro il ritorno del nucleare in Italia, il cui quorum delle 500 mila firme necessarie sarebbe stato raggiunto.

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