Non solo Giornata mondiale della Biodiversità. Serve un ‘Garante della Natura’

Un garante per la Biodiversità (© Andrey Nekrasov - WWF)

Serve un “Garante della Natura”. In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità che si celebra il 22 maggio, il WWF Italia chiede l’istituzione di una Authority che solleciti le misure da adottare e non perda di vista l’obiettivo della tutela della natura

 

Il WWF Italia ha presentato una petizione al Senato e alla Camera e ha pubblicamente avanzato la richiesta dell’istituzione del Garante per la Natura all’interno della Strategia Nazionale sulla Biodiversità 2030, una figura terza con funzioni regolatorie, di vigilanza, di controllo e monitoraggio, di accertamento e risoluzione dei conflitti. Ora chiede ai cittadini di sostenere questa proposta con una mobilitazione popolare che è possibile sottoscrivere all’indirizzo wwf.it/garantenatura.

WWF: Italia, biodiversità a rischio

Finora gran parte degli obiettivi prefissati per lo scorso decennio non sono stati raggiunti, soprattutto in relazione a uno stato di conservazione soddisfacente per gli habitat e le specie di interesse comunitario. Lo stato della biodiversità nel nostro Paese risulta essere preoccupante. Basti pensare come si legge nel dossier “La biodiversità in Italia: status e minacce” che il 52% delle specie animali tutelate dalla Direttiva Habitat presenta uno stato di conservazione inadeguato o sfavorevole: dato che sale al 64% per gli anfibi e l’80% per i pesci.

Come già denunciato dal WWF nel 2021 nel report “Valore Natura. Rigenerare il capitale naturale per il futuro delle persone e del Pianeta”, la conseguenza è una catastrofica perdita di biodiversità che non solo distrugge la rete di sistemi naturali che consente la vita sul pianeta, ma amplifica ulteriormente la crisi climatica. Tutto questo, in un Paese come l’Italia, produce inoltre conseguenze socioeconomiche ben più gravi che in altri Paesi, dal momento che la natura è alla base della bellezza su cui si basa l’offerta turistica ed è il fondamento della nostra filiera agroalimentare, caratterizzata da qualità ed identità.

Slow Food: promuovere i sistemi alimentari agroecologici

Sulla stessa linea l’appello che arriva da Slow Food a tutela della biodiversità che “non è un catalogo di rarità gastronomiche” ma una risorsa che tutela la sicurezza alimentare.

Biodiversità da difendere per la sicurezza alimentare (© Peter Caton – WWF-UK)

Alla fine del secolo scorso si coltivavano oltre 400 varietà di frumento, ma già negli anni ’90 solo 8 varietà rappresentavano l’80% del seme impiegato e oggi, per il frumento tenero, gran parte delle varietà sono brevettate da poche multinazionali. E lo stesso può dirsi per le varietà locali di alberi da frutto o le razze animali. Basti pensare che in Italia 12 razze bovine contano meno di mille femmine, sette sono minacciate e cinque sono in una situazione critica.

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“Il momento – dice Slow Food – è strategico: i governi si riuniranno a giugno per definire il prossimo Piano strategico mondiale per la biodiversità, un piano che sarà poi adottato a ottobre dalla Convenzione Onu sulla diversità biologica (Convention on Biological Diversity – Cbd), a Kunming, in Cina, e che stabilirà impegni, azioni e investimenti dei prossimi dieci anni, con obiettivi a medio termine (2030) e a lungo termine (2050).  La biodiversità è il fondamento della produzione alimentare e comprende specie e varietà di piante, razze animali, insetti, microrganismi, ma anche ecosistemi, conoscenze e culture”.

Il Policy brief on Biodiversity di Slow Food riassume le richieste ai governi e alle autorità internazionali

Il fondamentale riconoscimento e la promozione dei sistemi alimentari agroecologici come soluzione per invertire il collasso della biodiversità e affrontare la crisi climatica e quella sanitaria passa da azioni concrete. «Agli agricoltori che praticano l’agroecologia – Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – dev’essere garantito un riconoscimento istituzionale e politico» ma anche finanziamenti pubblici perchè producono cibo contribuendo alla sostenibilità socio-culturale, economica e ambientale delle loro aziende agricole e dei territori in cui operano. Soprattutto contrastano la perdita di biodiversità: «Conservare un’ampia variabilità genetica – dice Serena Milano, segretaria della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus – è indispensabile per mantenere un sistema agricolo in grado di sfamare il pianeta, facendo fronte alla crisi climatica, alle pandemie e alla carenza di risorse naturali».

Alle Cesine biodiversità fa rima con bellezza

Ma biodiversità è soprattutto bellezza. Per rendersene conto basta una passeggiata.

Il giardino delle farfalle – progetto Dodo-WWF (Ph WWF Italia- Marco Verri)

La Riserva Naturale dello Stato e Oasi WWF Le Cesine, in provincia di Lecce, 348 ettari di un ambiente umido tra i più conservati e importanti dell’Italia meridionale, è una dimostrazione pratica della biodiversità. Superstite della vasta zona paludosa e boscosa che si estendeva da Brindisi a Otranto, sulla costa salentina, l’area si compone di diversi habitat che la rendono un “forziere” di varietà naturalistica: la duna, l’area palustre, il bosco, la macchia e la zona coltivata a uliveto.

Qui, nell’ambito del progetto di Dodo con WWF Italia verrà realizzato “un giardino per le farfalle” in modo da favorire la presenza e il ritorno degli insetti impollinatori.

Scopri il programma delle Oasi del WWF fino al 29 maggio.

 

 

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