Non esiste una app IT-alert. Attenzione alle truffe

In una nota, la Protezione Civile segnala che non esistono app che riguardano il sistema nazionale allerta, che sarà attivo nel 2024

 

Attenzione alle truffe. Non esiste un’applicazione per smartphone o PC per far funzionare IT-alert, il sistema di allerta che sta testando il Dipartimento della Protezione Civile nelle regioni italiane, per informare immediatamente con un messaggio sullo smartphone di una imminente situazione di emergenza.

In una nota, la Protezione Civile spiega che “Su molti cellulari, attraverso i social e la rete si stanno, purtroppo, diffondendo messaggi che, utilizzando il nome di IT-alert, invitano i cittadini a scaricare App con la finta promessa di ricevere, attraverso quell’applicativo, aggiornamenti su eventi calamitosi in atto. In realtà l’obiettivo è acquisire in modo fraudolento dati e informazioni sensibili di chi la installa.

A riguardo il Dipartimento della Protezione Civile invita, nuovamente, alla massima attenzione ricordando che l’unico sito ufficiale è www.it-alert.gov.it, che non esiste alcuna App IT-alert e che qualsiasi applicazione ne riproponga la dicitura è sicuramente malevola e potenzialmente dannosa.

Al momento, It-alert sta proseguendo la sua sperimentazione e sarà attivo dal 2024, solo una volta conclusa con esito positivo questa fase. Come ricordato anche in occasione dei recenti test, per ricevere i messaggi sui propri cellulari non è necessario scaricare alcuna App o attivare alcun servizio.

Truffa_(c) Minerva Studio_lr
(foto Minerva Studio_lr)

Insomma, in un mondo superconnesso, dove intelligenza artificiale, chatbot, gli algoritmi, i complottisti, gli estremisti, le multinazionali senza scrupoli, il dark web, i social e il vicino della porta o un semplice concittadino sono a caccia di informazioni, di qualunque tipologia, per poterle scambiare, vendere o utilizzarle per qualunque scopo, lecito o illecito, i big del web e i governi di tutto il mondo sembra che non siano in grado di frenare e bloccare le speculazioni, le fake news e i sistemi truffaldini per ottenere una, quella, “informazione”. Probabilmente perché sono parte del sistema.

E già, perché per quanto banale possa essere un’informazione, il gusto preferito, una passione, il colore degli occhi, il colore preferito, diventa di vitale importanza sul web. Perché serve per rispondere, in maniera più o meno esaustiva, a qualunque necessità degli utenti della Rete globale, fornendo soluzioni, e altre informazioni da vendere o scambiare. Ecco perché, quindi, oggi tutto il sistema economico, basato sulle “nuove” tecnologie e sul web, ruota intorno ad una qualunque informazione. L’informazione è il potere, la moneta di scambio, quindi commerciale, tra i colossi del web e gli inserzionisti. I fruitori del web hanno bisogno dell’informazione per sostenersi e sopravvivere, l’AI ha bisogno dell’informazione per crescere e radicarsi nei sistemi e nel mondo, la Rete ha bisogno dell’informazione per poter tenere in piedi la rete globale di interconnessioni.

In teoria, basterebbe interrompere il flusso anche di una sola informazione per mettere in discussione l’intero sistema che collasserebbe su se stesso, liberandoci dalla schiavitù della informazione (digitale). Ma oggi nessuno è disposto a perdere quella informazione.

In conclusione, tutta questa storia è servita per spiegare i motivi per i quali è necessario fare attenzione alle truffe online, soprattutto per quelle che si basano sulla nostra buonafede, come quelle pronte a rubare i nostri dati fingendo di essere un’applicazione governativa che si basa su un sistema di trasmissione globale di allerta delle emergenze.

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