Non è ancora estate ma la Puglia già brucia: incendi dolosi e fiamme, è allarme

Incendio Parco avventura San Marco

Caldo, siccità e la mano dell’uomo. Un mix micidiale. Non è ancora cominciata (da calendario) l’estate, ma si è già aperta la stagione degli incendi.  Con la provincia di Foggia particolarmente colpita

“Hanno appiccato un incendio in un parco giochi per bambini. Si, avete capito bene: hanno appiccato un incendio in un parco giochi per bambini. Sinceramente, mi vergognerei tanto se fossi in voi. Veramente tanto”. Così, diretto. Senza fronzoli. Per rendere appieno il concetto. Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis, dimostra così il suo sdegno, nel day after di una nuova ferita per il suo territorio. “Ieri, appena sono arrivato al nostro Parco Avventura di Borgo Celano e ho visto quelle immagini mi si è stretto il cuore”.

Brucia la provincia di Foggia. Per fortuna, le fiamme sono state domate senza la necessità dell’intervento dei Vigili del fuoco, grazie ai volontari della protezione civile e all’Arif. Il Parco, in realtà, era ormai in disuso e pericolante “anche per errori commessi anni fa nella scelta del luogo in cui posizionarlo”, ma – sottolinea il primo cittadino – “resta la tristezza infinita di aver accertato che si tratta di un incendio di natura dolosa”.
Ora, il Parco è completamente inagibile e dall’Amministrazione assicurano: “Valuteremo se quel poco di strutture rimaste integre possiamo utilizzarle in un’area più idonea e confacente alle esigenze operative di un Parco Avventura”. Ma oltre a tristezza e rabbia, c’è l’allarme.  Perché a una settimana dall’inizio dell’estate, è già boom di incendi.

L’Asp Zaccagnino

Solo qualche ora prima, infatti, era divampato un incendio nella zona di Rignano Scalo, considerato uno dei più devastanti degli ultimi anni. Solo tra i campi della fondazione ASP Zaccagnino sono stati distrutti oltre 100 ettari seminati a grano, ma le fiamme hanno coinvolto anche altre zone.

Come ha spiegato la presidente dell’Asp, Patrizia Lusi, si trattava di “qualità pregiata per un seme francese nuovo nei cui confronti nutrivano molte aspettative. Siamo mortificati e tristi come se ci avessero bruciato la casa. Penso a chi vive di agricoltura, di grano, a chi si è impegnato tutto l’anno per questo momento e adesso non si trova più niente.  Se è stato doloso (pare sia partito da una campo accanto al nostro non di nostra proprietà) siete delinquenti e incoscienti. Il vento era fortissimo e caldo (circa 34 gradi) e anche i pompieri non si ricordavano un incendio di queste dimensioni da decenni”.

Avvio campagna antincendi

I numeri 

Un avvio di stagione da dimenticare, sul solco di quanto già avvenuto in passato. Nel 2020, ad esempio, sono stati eseguiti 5.568 interventi antincendio rispetto ai 4.181 del 2019, di cui 183 incendi boschivi rispetto ai 166 del 2019. La provincia di Lecce, nel 2020, è stata la più colpita con 2.718 interventi su 5.568; segue la provincia di Bari con 795 operazioni antincendio. Il Comune più colpito è stato quello di Lecce, con 241 interventi.

Le piogge

Ma non s’è solo l’aspetto meramente statistico. Ci sono anche responsabilità e concause. “A favorire la diffusione degli incendi spesso di matrice dolosa – sottolinea Coldiretti Puglia – sono le precipitazioni che risultano crollate con 26 giorni consecutivi senza pioggia nel 2020“, un fenomeno che aggrava contesti di abbandono in Salento colpito dalla Xylella o estese aree cerealicole del Foggiano dove indisturbati agiscono i piromani.

“E’ rilevante il problema sicurezza – denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia -, considerato il numero di richieste di intervento ai Vigili del Fuoco di Lecce, oltre alle chiamate alla protezione civile per spegnere gli incendi divampati nei campi abbandonati con gli alberi ormai secchi per la Xylella. Altrettanto grave è l’incendio che ha interessato 120 ettari di grano della ASP Zaccagnino di San Nicandro Garganico, un danno enorme proprio alla vigilia del raccolto”.

La responsabilità politica

Nonostante l’avvio della campagna antincendi, a richiamare anche una responsabilità politica è Giannicola De Leonardis, vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere di Fratelli d’Italia. La sua invettiva prende le mosse da domenica e dai 18 incendi nella provincia di Foggia (a Cerignola altri 50 ettari sono andati completamente distrutti), sempre inerenti campi di grano.

Eventi imprevedibili? “Tutt’altro, e proprio per questo da anni viene sottoscritta una convenzione tra la Regione Puglia, il Ministero dell’Interno, il Dipartimento e la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, per un’adeguata prevenzione e organizzazione degli interventi necessari in caso di emergenze, e per l’implementazione delle unità a disposizione. La convenzione parte dal 15 giugno e termina il 15 settembre, 93 giorni per coprire il periodo indicato ‘ad alta pericolosità’. Tuttavia il 4 maggio scorso avevo inviato al Dirigente della Sezione Protezione Civile della Regione, dott. Mario Lerario, una pec per sollecitare l’implementazione di squadre di Vigili del Fuoco AIB aggiuntive in provincia di Foggia già dall’ 1 giugno, proprio per la presenza di numerose culture cerealicole. La pec, inviata alle ore 15.20,  non ha ricevuto alcuna risposta. Eppure la mia richiesta non era pretestuosa o irragionevole”.

Da qui, la polemica con Emiliano: “Ecco perché – conclude De Leonardis -, alla luce di quanto poi accaduto, vorrei che qualcuno, piuttosto che produrre comunicati trionfalistici su inaugurazioni di sale operative all’avanguardia (dopo che i buoi sono scappati dalla stalla, però), si assumesse la responsabilità delle proprie azioni e decisioni, assunte e mancate”.

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