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No petrolio in Adriatico, chiesta una moratoria

L'incendio scoppiato sulla piattaforma petrolifera Vermillion oil 380

È rilevante il fatto che comuni cittadini, come i signori Nunzio Di Lauro e Roberto Caressa di cui abbiamo pubblicato una ben documentata relazione (clicca qui per andare all’articolo) sulla pericolosità dei sondaggi geosismici per la ricerca e dell’eventuale estrazione di petrolio nell’Adriatico. Contemporaneamente a Roma le Commissioni VIII e X della Camera hanno presentato una Risoluzione, cioè la richiesta al Governo di valutare l’impatto ecologico ed economico delle trivellazioni petrolifere in Adriatico, che documenta gli stessi motivi per cui sia le prospezioni sottomarine sia, anzi, tanto più le operazioni di estrazione del greggio nel mare Adriatico debbano essere immediatamente sospese. Pena, in pochi anni, avere non più un mare ma una pozza di liquami fatiscenti senza vita e le economie delle regioni che vi si affacciano, spezzate.

Il dato positivo è che la Risoluzione in Commissione 7-00573 presentata dagli onorevoli Piffari, Cimadoro, Zazzera e Di Giuseppe, dell’Italia dei Valori, è stata messa subito in calendario.

Nel documento si denunciano rischi e pericoli che derivano dall’estrazione di idrocarburi soprattutto se questo avviene in un mare piccolo e chiuso come l’Adriatico; infatti gli idrocarburi oltre a essere cancerogeni per l’uomo, sono tra i principali inquinanti dell’ambiente, capaci di devastare l’ecosistema. Il 10 per cento di inquinamento da idrocarburi è provocato dalle piattaforme offshore, pertanto i mari dove l’attività petrolifera è intensa sono anche quelli più inquinati di tutto il mondo. Senza contare eventuali incidenti come quello occorso, ad aprile 2010 alla piattaforma petrolifera Deep Water Horizon della BP, nel golfo del Messico (clicca qui per andare all’articolo), di fronte alle coste della Louisiana. E che le stesse ricerche sottomarine sono già un grave danno per la fauna marina. Tutti ricordiamo lo spiaggiamento dei capodogli a Peschici (clicca qui per andare all’articolo) nel dicembre 2009 e i delfini trovati morti (clicca qui per andare all’articolo) la passata estate.

Purtroppo, però, le indagini subacquee delle compagnie petrolifere continuano nel pieno rispetto della legge: come disposto dal decreto ministeriale 4 marzo 2011, le operazioni di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sono svolte a seguito del conferimento da parte del Ministero dello sviluppo economico del relativo titolo minerario (permesso di prospezione, permesso di ricerca e concessione di coltivazione).

Una delle navi oceanografiche della Northern Petroleum utilizzate per le ispezioni sottomarine nel basso Adriatico

Da una Relazione dell’ing. Antonio Martini Direttore dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse del Ministero dello sviluppo economico, si evince che almeno per due autorizzazioni la Società NORTHERN Petroleum, titolare di ben quattordici istanze di permesso di ricerca al largo delle coste pugliesi, le prospezioni le ha già effettuate.  Questo vuol dire che «sono venute le navi, hanno effettuato le prospezioni sismiche e non ce ne siamo accorti», dice l’onorevole Pierfelice Zazzera, uno degli autori della risoluzione. «Sul piano formale – continua – loro non commettono nulla di illegittimo, perché la legge così dice. Il problema è di scelta politica». Quello che si chiede è una moratoria, spiega l’onorevole, così come è stata chiesta da Günter Oettinger, membro della Commissione europea sull’energia, il quale dichiara che dopo il grave incidente nel Golfo del Messico, “bisogna rivedere i processi autorizzativi sulla sicurezza delle piattaforme petrolifere”.

«La discussione sulla risoluzione depositata dai parlamentari è stata avviata – conferma Zazzera – per chiedere al Governo di adeguarsi alle richieste dell’Unione europea. E il dato positivo è che le Commissioni Ambiente e Sviluppo hanno calendarizzato la Risoluzione ed è in fase di discussione e non è escluso che possa passare perché il centrodestra su questo argomento è diviso».

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