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No petrolio, i politici scendono in campo

Salvatore Tomaselli

Una conferenza stampa per chiedere la moratoria per le trivellazioni petrolifere in Adriatico, è stata convocata dal PD di Monopoli (BA). Nel corso dell’incontro è stata discussa una proposta di legge espressa dal Senatore Salvatore Tomaselli. Alla riunione erano presenti il segretario regionale del PD Sergio Blasi, il segretario regionale dei Giovani Democratici Pierpaolo Treglia, i Giovanni Procacci e lo stesso Tomaselli e gli onorevoli Dario Ginefra, Loredana Capone e Giusi Servodio.

Quello delle trivellazioni di petrolio è, però, un problema che coinvolge tutto il Paese. «La legge che presentiamo recepisce le richieste avanzate dai vari Consigli regionali ed è composta da due articoli: nel primo articolo della legge che presentiamo – dice il senatore – si chiede non si facciano trivellazioni lungo tutto l’Adriatico, dal Friuli alla Puglia; con il secondo di restituire agli enti locali la possibilità di poter intervenire».

Ma a sollevare gli scudi contro i permessi per l’estrazione di idrocarburi nell’Adriatico, è l’intero mondo politico pugliese che punta a coinvolgere l’Unione Europea.

Pierfelice Zazzera

«Il numero crescente di autorizzazioni che il ministero dello Sviluppo sta rilasciando a compagnie multinazionali per realizzare piattaforme petrolifere nel mediterraneo – dichiara il deputato Pierfelice Zazzera che insieme con gli altri gruppi a dicembre scorso ha presentato un’interrogazione parlamentare – sta mettendo a rischio l’ecosistema dei nostri mari e l’economia di pesca». Nella mozione, anche l’onorevole dipietrista chiede al governo di considerare vincolante il parere delle regioni nel procedimento autorizzativo e quello di «coinvolgere l’Ue è un tentativo che si deve fare». E dello stesso avviso è il senatore Giovanni Procacci, secondo cui «è necessario mobilitare coloro che possono condizionare l’atteggiamento dell’Europa. Paesi come la Croazia prossima all’ingresso in Europa. È importante coinvolgere i parlamentari europei per formulare una proposta di legge firmata anche dai Paesi candidati. La vocazione turistica non è una visione romantica della nostra comunità, ma il suo modello di sviluppo».

«Dobbiamo dialogare con il Governo Monti che ha dimostrato di essere credibile in Europa» è il commento di Giusi Servodio. Per l’onorevole Capano «il PD pugliese deve avere lo stesso impegno del PD nazionale affinché si restituisca agli enti locali il potere di dire ciò che pensano».

Una piattaforma per la ricerca di idrocarburi

Dal PdL, «pronto a scendere in piazza non solo a Monopoli, ma ovunque serva», il capogruppo Pdl alla Regione Rocco Palese, schierato “a difesa non di un’idea, ma di un diritto” e a sostegno del «modello di tutela e sviluppo che forze politiche e istituzioni stanno portando avanti a difesa del patrimonio della regione Puglia». E il consigliere Massimo Cassano «saremo al fianco dell’onorevole Antonio Di Staso, uno dei nostri parlamentari tra i firmatari della mozione in merito alle ricerche petrolifere al largo delle coste di Monopoli».

La manifestazione del 21 gennaio prossimo a Monopoli, promossa dal Comitato No petrolio, contro le trivellazioni in Adriatico, è stata presentata anche in Consiglio regionale. «Sin dall’inizio abbiamo protestato con grande vivacità contro un’idea demenziale che è quella che si possa trovare ricchezza devastando il mare, la costa – ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenuto alla conferenza stampa -. Per noi il petrolio è il mare e cercare il petrolio nel mare significa invece rischiare di distruggere quel tesoro che già abbiamo».

«La Puglia, la prima produttrice di energia rinnovabile d’Italia dice no all’energia che inquina e fa male perché intendiamo salvaguardare la bellezza della nostra regione. L’abbiamo già fatta questa battaglia contro il nucleare e l’abbiamo vinta piegando la volontà di portare le centrali atomiche nel nostro territorio – ha continuato Vendola -.

Onofrio Introna

È una prova straordinaria di maturità democratica quella che per l’ennesima volta ci vede uniti su battaglie che riguardano il modello di sviluppo, che rimandano direttamente all’idea che noi abbiamo di ricchezza».

E Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale della Puglia, propone la raccolta di un milione di firme – tante ne servono per sostenere un’iniziativa popolare davanti alle autorità comunitarie -, «se non si dovesse pervenire in tempi brevi ad una moratoria per le prospezioni nel Mediterraneo», motivo per cui «sarà necessario proporre alle Istituzioni, alle associazioni e ai cittadini una grande petizione popolare all’Unione Europea contro il petrolio in mare».

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