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“No Petrolio” ancora in prima linea, a Venezia

Un momento della Conferenza Internazionale delle Regioni Adriatiche e Ioniche

Il Comitato monopolitano “No Petrolio, Si Energie Rinnovabili” dal 2010 lotta alacremente contro le prospezioni petrolifere nell’Adriatico ed è la “testa di ariete” di questa battaglia, agendo sinergicamente con l’associazionismo pugliese e italiano e la Regione Puglia, nella persona del presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna. Nota la manifestazione del 21 gennaio 2012, che ha visto oltre 15.000 partecipanti, tra cui tutte le istituzioni e le forze politiche regionali, nonché politici come l’eurodeputata PD Debora Serracchiani, il presidente dei Verdi Angelo Bonelli e il sindaco di Cagliari Zedda, uniti per gridare un secco “no!” alle prospezioni. Ma “No Petrolio” non si arrende ancora e il suo fondatore Angelo Papio e la portavoce ufficiale Silvia Russo ci raccontano gli ultimi risultati raggiunti.

Angelo Papio, fondatore del Comitato No Petrolio, Si Energie Rinnovabili di Monopoli

Angelo Papio, il movimento si batte per la tutela dell’Adriatico ma la ZEE (Zona Economica Esclusiva) è davvero un limite?

«Si, perchè le multinazionali del petrolio sono intoccabili, basta! Visto che solo lo Stato può intervenire in quell’area perché ne è sovrano, se concede i permessi per trivellare è chiaro che non vuol far nulla! Noi sul punto abbiamo partecipato alla conferenza dei capigruppo alla Regione Puglia il 2 settembre scorso per sollecitarli a relazionare con le rispettive segreterie nazionali e discutere il problema. Il giorno stesso, Vendola ha scritto una lettera ad Alfano, Bersani, Casini, Di Pietro e Fini, chiedendo di esprimersi. Unica risposta, Antonio Di Pietro! Quindi solo SEL e IDV, il resto silenzio totale! Invece ci vorrebbe una legge nazionale in materia, per sostenere la logica interna del decentramento e dialogare con i Paesi adriatici transfrontalieri, anche in fatto di sostenibilità e di turismo avanzato. Ma la volontà manca e lo testimonia quanto detto da Clini a Mediterre: “se la Puglia “sostenibile” riesce a dimostrare, sul piano economico, di essere equivalente alla Puglia delle energie fossili, allora ne possiamo riparlare”. Questo è paradossale, detto in Puglia che produce oltre il fabbisogno di energia richiesto!»

Silvia Russo, portavoce ufficiale del Comitato No Petrolio

Silvia Russo, “No Petrolio” ha partecipato alla conferenza internazionale delle regioni adriatiche e ioniche “Salvaguardia delle coste delle regioni del mar mediterraneo dall’estrazione di idrocarburi in mare”. Ci spieghi l’importanza dell’evento?

«Era un incontro ristretto, tra i presidenti dei Consigli di Puglia, Veneto, Abruzzo, Molise, Marche, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Nicastro, il dirigente del ministero dell’Ambiente Grimaldi, i viceministri di Slovenia e Montenegro, il presidente della Commissione Ambiente del Senato D’Alì, della Camera Alessandrini e il vicepresidente di Legambiente Ciafani, tutti riuniti per affrontare il tema delle prospezioni e delle trivellazioni. Poi c’ero io, per conto dell’associazionismo italiano, a evidenziare l’ottima sinergia che c’è in Puglia tra società civile e istituzioni a difesa del mare e che ci ha portati a Venezia ad affrontare questo tema delicatissimo».

Manifestazione del 12 gennaio 2012 a Monopoli contro le prospezioni in Mare Adriatico, organizzata da No Petrolio

Quali interventi concreti avete richiesto per tutelare l’Adriatico e il Mediterraneo così tanto martoriati?

«Io mi sono rivolta alle segreterie nazionali dei partiti perché vogliamo una posizione politica netta e decisa ed una concreta legge nazionale di tutela. Purtroppo adesso non c’è ancora chiarezza. Tant’è che i senatori PD Ferrante e Della Seta, dopo l’emanazione del decreto sviluppo di agosto, hanno chiesto l’abrogazione di quella parte dell’art.35 che contiene una contraddizione e cioè che aumenta da 5 a 12 miglia la fascia di divieto assoluto di trivellazioni ma continua a mantenere il vecchio limite delle 5 miglia per le autorizzazioni concesse prima del 2010. Quanto alle proposte di legge regionali, tra cui quella pugliese, si pensa a un intervento che non affossi il petrolio ma che valorizzi scelte alternative, come il turismo. Infatti, con la Slovenia e la Croazia si parlava di corridoi adriatici del turismo e dell’agroalimentare».

Qual è stata la posizione dell’assessore Nicastro a Venezia?

«Nicastro ha ribadito che c’è un problema di talassocrazia (dominio dei mari) ma esistono dei principi da applicare oggi per il futuro. E ha risposto all’affermazione di Grimaldi, secondo il quale i tagli al ministero dell’Ambiente sono stati necessari per far “cassa”, chiedendo il rispetto delle volontà dei cittadini e delle Regioni, perchè non si può far cassa, in favore di “una farsa di interesse di pochi”, riferendosi alle multinazionali. Ha chiesto perciò al ministro, in termini di costi e benefici, cosa ci portano le prospezioni, perché noi ancora non abbiamo stime!».

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