“No caro AQP, la realtà dei fatti è ben diversa da come la state disegnando”. Così l’avvocato ambientalista del WWF

L’avvocato del WWF Francesco Di Lauro, a pochi giorni dalla nostra intervista uscita alla D.G. di AQP Francesca Portincasa sul depuratore Sava – Manduria, chiede di replicare su diversi punti

Francesco Di Lauro, manduriano, è un avvocato del WWf che da moltissimi anni si batte per salvare l’ambiente.

Ha seguito il processo Ilva di Taranto per dieci anni (tutto il primo grado) e quello per le opere abusive del porticciolo turistico nell’area di pineta Blandamura, in località Baia di San Francesco degli Aranci a Taranto (al momento sequestrata dalla Magistratura) nonché, tra l’altro, il processo per il disastro ambientale accaduto alcuni anni fa a Torre Guaceto, proprio a causa di un depuratore di AQP, procedimento tutt’ora in corso.

Subito dopo l’uscita del nostro articolo di qualche giorno fa Procedure di infrazioni in Puglia: la realtà urgente di Manduria e Sava si è messo in contatto con la nostra redazione per poter avere un “diritto di replica” su diversi punti esposti nell’intervista precedente dalla dott.ssa Francesca Portincasa.

La grave situazione fognaria dei comuni di Sava e Manduria

L’avvocato ambientalista del WWF Francesco Di Lauro

La situazione fognaria della zona di Manduria, Sava e le marine di Manduria rimane molto grave  – esordisce Di Lauro – perchè, nonostante i lavori per il depuratore (al momento una cattedrale nel deserto anzi meglio, una triste cattedrale all’interno di un meraviglioso luogo tutelato dalla Comunità Europea), Sava non ha sistema fognario, Manduria ce l’ha in parte ma è da rifare e le Marine non hanno nulla e nulla avranno fino al 2036 per stessa ammissione di AQP. Il dato riportato dalla Portincasa non corrisponde al vero”.

Quindi lei sta dicendo che al momento il depuratore non entrerà in funzione?

“Ovvio che no, hanno cominciato a costruire una casa partendo dal tetto, secondo lei può reggere? Se il Comune di Manduria e quello di Sava non hanno il sistema fognario, lasciando da parte le povere Marine di Manduria, posti meravigliosi e in questi anni scoperti da moltissimi turisti, che sono da sempre senza vere fogne e acqua corrente, come si può pensare che il depuratore possa funzionare? Dovranno costruire le fogne, ottimisticamente nei prossimi decenni, allacciarsi e far pagare i cittadini che non penso siano così desiderosi di farlo per un’opera che stanno così fortemente contestando. Credo comunque che, al netto delle Marine e degli abitanti di Sava, in gran parte priva di fogna, questo impianto funzionerà solo per Manduria, che comunque deve rivedere il sistema fognario”. 

Ma come mai allora, secondo lei, si è cominciato la costruzione del depuratore consortile per i due comuni e le Marine?

“Perché per avere il depuratore consortile occorre dichiarare un certo numero di abitanti-equivalenti, cioè circa 50 mila e, a tale scopo, hanno sommato, oltre a Sava e Manduria, anche gli abitanti delle Marine di Manduria, che poi sono anche gli stessi di Manduria che hanno la casa al mare. Accorpare Sava a Manduria aveva il solo scopo di far raggiungere il numero di abitanti utili per poter accedere ai finanziamenti per un progetto consortile e far partire i lavori”.

“Un progetto che salvaguarderà l’ambiente? Andiamoci cauti”

Si spieghi meglio. 

“Stiamo parlando di un parco di sei ettari di vasche in cemento recintate, lontano da Manduria dieci chilometri, dove prima c’erano pascoli e prati aridi, zone vincolate in funzione idrogeologica e a ridosso del Bosco dei Cuturi (una delle poche aree che rimangono del Bosco di Arneo, l’antica Foresta Oritana, un’oasi naturalistica ricca di storia flora e fauna, ndr). E’ la prova provata del relativismo concettuale ed etico dei tempi moderni grazie al quale, si può dire senza pudore, che una selva di turisti, magari del Mulino Bianco, si reca appositamente, secondo AQP a vedere acque di scarico del depuratore in funzione turistica! Lei ci andrebbe?”. 

Ma le acque ottenute dall’impianto di depurazione verranno riutilizzate in agricoltura, perchè saranno prive di sostanze per cui esiste il divieto di scarico, secondo quanto dichiarato dalla dott.ssa Portincasa, non è d’accordo su questo?

un’armoniosa alternanza di boschi, macchie, prati e pascoli, colture agricole di pregio e masserie (foto Millenaridipuglia.com)

“Già ora l’acqua per irrigare i campi non la compra nessuno, vuoi per costi elevati e anche perché non arriva fisicamente nei terreni, il Consorzio di. bonifica Arneo è da decenni al centro di bufere giudiziarie e politiche per questo, la stessa dottoressa ammette che le reti idriche verranno costruire dal Consorzio di Bonifica nei prossimi anni, quindi ad oggi non ci sono le strutture per poter, nel caso, utilizzare l’acqua depurata nei campi (ancora una volta si mette il carro davanti ai buoi). In ogni caso la zona di cui si parla è zona turistica e costiera, interessata a macchia, prati classificati “aridi” dal PPRP che nulla hanno a che vedere con l’irrigazione. La dottoressa Portincasa sa benissimo che oliveti e vigneti in quell’area non possono essere irrigati altrimenti non fanno parte del disciplinare che limita fortemente (o vieta del tutto) l’impiego di acqua nelle vigne, dove viene consentita l’irrigazione solo come mezzo eccezionale “. 

Quelle acque verranno però utilizzate per spegnere gli incendi e per lavare le strade…

“Ecco, se si immagina che queste vasche possano essere utilizzate per spegnere gli incendi o lavare le strade è ancora più divertente. Provate ad immaginare un Canadair che ha bisogno di circa 6 mila litri di acqua per volta e che, invece di prenderla nel mare, che è a 500 metri, dovrebbe secondo AQP andare a prenderla nelle vasche del Parco dell’Acqua, dove forse non riesce nemmeno ad entrare, per tacer poi della impossibile manovra necessaria per scendere e tentare di raggiungere le vasche d’acqua. Se io fossi il pilota di quel Canadair e dovessi far presto per spegnere un incendio e salvare vite sarei di fatto obbligato ad andare verso il mare.

Per quanto riguarda poi il presunto impiego per la pulizia delle strade lei deve immaginare un veicolo comunale che pulisce le strade che, ogni volta è costretta a percorrere almeno dieci chilometri per raggiungere le vasche, caricare l’acqua e riportarla al Comune di Manduria o San Pietro per pulire le strade o peggio ancora fare il doppio dei chilometri per raggiungere Sava. Costi elevati e impraticabilità, sicuramente visionari, ma non nel senso di cui parla l’A.D. di AQP.

Credo invece che gli unici esseri che beneficeranno di quelle vasche sono le zanzare e le paperelle, magari appositamente messe da AQP per i propri spot pubblicitari, ad esempio i video spot di Pinuccio di Striscia la Notizia girati in Puglia per mostrare le bellezze e le magnifiche sorti che sorgerebbero dai depuratori così come li vuole AQP (QUI il link, ndr).

Per tacere poi della bolletta che, sempre secondo quanto afferma la Portincasa non aumenterà per i cittadini: sono pure bufale! Facciamolo dire ai salentini se ciò è vero, io dico che pagheranno di più, perchè laddove sono state realizzate opere pubbliche importanti (come fotovoltaico, eolico, rifiuti) e previste opere ed economie compensative, questo è avvenuto. Vi risulta che siano mai state abbassate le bollette?”.

 “A proposito della sicurezza degli impianti di depurazione che già esistono in Puglia…”

Avvocato Di Lauro, pollice verso allora? 

“Sono ancora fissate nei nostri occhi e nella nostra mente le immagini dello sversamento in mare di centinaia di reflui di fogna non depurati, con i topi che galleggiavano, farsi spazio nel mare cristallino della foce del fiume Ostone, a Marina di Lizzano (un tempo alimentato solo da sorgenti ma ora, recenti dati forniti da Legambiente indicano che, grazie a continui scarichi fognari da parte di comuni limitrofi, la foce del fiume è “fortemente inquinata”, ndr) dove scaricano tutt’ora le “purissime” acque depurate provenienti dal depuratore consortile di Lizzano gestito dall’Acquedotto Pugliese dislocato sei chilometri più a monte.

La stessa cosa accadde qualche anno fa nell’altrettanto meraviglioso depuratore di Francavilla Fontana che scaricando le acque cosiddette complementari, nel Canale Reale, provocava disastro ambientale e distruzione di vaste porzioni di spiaggia, territorio costiero e fauna marina nell’oasi naturale protetta di Torre Guaceto a ben 30 chilometri di distanza dal depuratore. 

Reati per cui è tutt’ora pendente processo dinanzi alla procura di Brindisi dei vertici di AQP, processo nel quale sono l’avvocato di parte civile per il WWF Italia.

Di cosa vogliamo parlare? Non oso immaginare cosa potrebbe accadere, in caso di malfunzionamento se mai dovesse entrare in funzione lo scarico complementare nel bacino di Torre Colimena, a soli pochi metri dall’omonima spiaggia e dal mare cristallino antistante la Riserva Naturale”

 Il CNR finanzia tre progetti di ricerca e conservazione habitat comunitari Rete Natura 2000 nelle Riserve Naturali pugliesi

Il mare cristallino de La Salina dei Monaci a Torre Colimena

“Credo che sarebbe il caso, così come è accaduto per il sistema ex Ilva, che si arrivi a far luce sulla correttezza del “complesso depurazione”in Puglia che vede coinvolti i luoghi più belli e protetti della Regione, partendo da Torre Guaceto, passando per Porto Cesareo e area marina annessa, per finire a Manduria e alle Marine, senza dimenticare l’Ostone e le splendide spiagge di Marina di Lizzano”.

Suggerimenti

Quali suggerimenti si sente di dare ad AQP ma anche alla Regione e ai Comuni?

“Premesso che alla mia età e con una certa militanza politica trovo del tutto inutile e folle “suggerire “ qualcosa a politicanti ed Enti da essi-loro controllati, preferisco rivolgermi alle persone di buona volontà richiamando il famoso detto “piccolo è bello”, e cioè ritornare ad appalti ed opere dimensionate in funzione delle realtà locali, togliendo terreno ai potentati affaristico-politici che oggi permeano tutta la nostra vita quotidiana. Anche semplicemente “umile è bello”, basterebbe non fare voli pindarici e visionari ma mettere a posto il depuratore e il sistema di fognario di Manduria. Basterebbe questo per far vivere tutti in modo più dignitoso, rispettando davvero l’ambiente costiero manduriano e la sua irripetibile millenaria bellezza”.

AQP sta cercando di farlo, dice di no?

“No, stanno curando dei brufoli con un’operazione a cuore aperto ad alto rischio per il paziente, questo stanno facendo. Purtroppo la malafede di tutte queste operazioni è palese rispetto alla seguente considerazione: se non fossero scese in piazza, più volte, decine di migliaia di persone  contro i progetti di AQP che prevedevano inizialmente lo scarico in battigia di 10 mila metri cubi al giorno di reflui non trattati (possiamo definirli tranquillamente “cacca frullata”?), lei può pensare a quale crimine ambientale legalizzato saremmo andati incontro?

Solo grazie ai cittadini fortemente determinati, come lo sono ancora, i vertici di AQP si sono convinti ed hanno evitato almeno questa porcheria, ma resta tanto altro ancora che nessun cittadino, se non per interessi politici personali, potrà mai avvallare”.

Cioè?

“Il mare non si tocca, l’ambiente deve essere preservato e rispettato, sempre.”

Articoli correlati