NO al petrolio, NO a Ombrina Mare

Per dimostrare il totale dissenso nei confronti di chi vuole le piattaforme petrolifere in Adriatico, ieri, sabato 23 maggio 2015, circa 60mila manifestanti sono intervenuti da tutta Italia al corteo di Lanciano

Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha varato il documento relativo al recepimento della direttiva europea sull’estrazione di petrolio offshore, in particolare su come gli Stati membri dell’Unione debbano prevenire il rischio di incidenti gravi e come intervenire nel caso in cui avvengano.

Le norme UE prevedono che siano redatti piani di sicurezza, che sia valutata l’idoneità di problem solving e che sia verificata la capacità finanziaria delle aziende estrattrici per eventuali risarcimenti.

Un atto, quello del governo, che indirettamente ammette, però, che il rischio zero non esiste. E mette in conto i danni che eventuali incidenti possono causare all’ambiente, alla salute e alle economie locali fondate su turismo e pesca.

«È fondamentale capire come lo Stato la applicherà», commenta il Forum abruzzese dei Movimenti per l’acqua uno delle 482 tra organizzazioni, movimenti ed enti che sono scesi in piazza a Lanciano (Chieti) per dimostrare il totale dissenso nei confronti di chi vuole le piattaforme petrolifere in Adriatico, ieri, sabato 23 maggio 2015.

In testa ai circa 60mila manifestanti intervenuti da tutta Italia c’era la Regione Abruzzo, con l’assessore all’Ambiente Mario Mazzocca; decine i sindaci con gonfalone e fascia tricolore di ogni fazione politica.

«Per l’ennesima volta l’Abruzzo scende in piazza, e in maniera assolutamente più numerosa, per ribadire il no al petrolio sulla costa della nostra regione», ha commentato la professoressa Maria Rita D’Orsogna da sempre contraria alla petrolizzazione dell’Adriatico e di altri mari. La ricercatrice dell’Università di Los Angeles, giunta apposta per il corteo “No Ombrina” ha aggiunto: «Abbiamo già avuto grandi soddisfazioni bloccando il centro oli di Ortona e il progetto Forrest Oil, a Bomba  (Bomba è un comune in provincia di Chieti, in Abruzzo, dove una multinazionale voleva trivellare il lago formato da una diga sul fiume Sangro – n.d.r.) . Ora è la volta di Ombrina mare. La politica faccia sentire la sua voce non procrastinabile e più forte».

La manifestazione di sabato ha superato di gran lunga quella storica di aprile 2013, quando per le vie di Pescara, contro il progetto “Ombrina Mare”, sfilarono 40mila persone, secondo gli organizzatori.
Questa volta il corteo ha avuto anche un inno, infatti, trentacinque artisti abruzzesi hanno rivisitato la canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla.

Contro le trivellazioni petrolifere nel Mare Adriatico, ha annunciato l’adesione alla manifestazione di Lanciano anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

«Non vogliamo che il nostro mare sia oltraggiato dalla presenza opaca e inquinante di interessi legati alle lobby del petrolio, non vogliamo né le prospezioni geofisiche sui fondali adriatici né le trivelle con il loro impatto devastante», ha commentato il presidente di Sinistra Ecologia e Libertà.

«Le multinazionali del petrolio non possono pensare, con la complicità del governo, di trasformare questa straordinaria storia che è l’Adriatico in una colonia energetica – ha concluso Vendola –. È in gioco la possibilità di trasferire alle future generazioni l’azzurro e il verde del nostro mare, la straordinaria ricchezza dei nostri eco-sistemi».

Articoli correlati