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Nessun vincolo per la baia di Otranto

Annullato anche il vincolo storico-monumentale per la baia del porto di Otranto (Le). Il Tar Puglia ha infatti accolto il ricorso presentato dal Comune contro il decreto di vincolo indiretto sull’area demaniale marittima prospiciente il centro antico di Otranto, imposto dal direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia su segnalazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici. Il decreto vietava nell’intera baia di Otranto la costruzione a mare di ogni nuova opera che potesse alterare la visuale prospettica da mare di monumenti come il Castello, il Fortino Casamatta, la Cattedrale, Le Mura Idrusa, il Fortino sulla Riviera degli Haethey e la Torre del Serpe. Restavano consentite soltanto la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere già presenti nello specchio d’acqua.

Il Comune di Otranto  ha così deciso di impugnare il decreto, come già fatto con successo per il vincolo archeologico imposto sulla stessa area del fronte mare cittadino. Nel ricorso il Comune ha sottilineato come la tutela degli interessi culturali e architettonici non sia incompatibile con progetti di sviluppo sostenibile – quali quelli del nuovo porto turistico – che invece andrebbero a valorizzare l’intera area. Posizione oggi condivisa nella sentenza del Tar che riporta come: «si tratta di fattispecie (l’imposizione di un vincolo di tutela sull’intera prospettiva a mare di una cittadina) che importa necessariamente la considerazione di tutta una serie di interessi, pubblici e privati, che sono strutturalmente incompatibili con la logica propria del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e che, al contrario, possono trovare adeguata composizione nel procedimento, caratterizzato da più ampi meccanismi partecipativi, della cd. programmazione paesaggistica».

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