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Nella terra di Taras, dove l’architettura si fa pensiero

Essere Hellàs e Héllenes cioè Greci, significava appartenere ad una comunità, una popolazione partecipe della stessa area culturale piuttosto che territoriale. Hélleneserano tanto gli abitanti di Atene e di Sparta quanto quelli delle isole, delle città della costa Asiatica, dell’Italia Meridionale e, in gran parte, dell’odierna Puglia.

Le Colonne Doriche di fronte al Palazzo del Municipio a Taranto sono un esempio dell'evoluzione del pensiero costruttivo greco

Con questo concetto unitario della propria cultura, i Greci si distinguevano nei confronti degli altri popoli, fondando la propria vita su valori diversi e nuovi, perché ritenevano che la loro cultura esprimesse un  mondo di valori tanto specifici quanto superiori.

La cultura si riassumeva nel principio essenziale della libertà, in quanto consapevolezza e garanzia di un’autonoma dignità dell’individuo umano; e questa risultava assicurata da leggi che facevano dell’individuo stesso non un suddito, ma un componente essenziale di una collettività, di una polis, di una città. Le Colonne Doriche di Taranto, reperto archeologico unico e raro, visibile ad occhio nudo, davanti al Palazzo del Municipio della città, sono la sintesi e l’espressione, a mio avviso, della cultura greca per tramite delle forme architettoniche dove l’universale si relaziona al particolare, il particolare all’universale. Dimensione intellettuale e filosofica raccolta in tutta la sua intensità nell’architettura greca e, nello specifico nelle colonne Doriche: sono, queste, primo frutto di un’evoluzione del pensiero costruttivo e segni specifici, se letti, che raccontano il percorso evolutivo e la finalità filosofica ed estetica raggiunta dopo anni di pensiero applicato all’architettura.

I Dori, infatti, sono stati i costruttori innanzitutto di un pensiero architettonico declinato poi nella formulazione fisica dell’architettura che, sia pur grezza all’inizio, ha avuto il coraggio di modificarsi, con il pensiero prima, con le forme poi, portandosi col tempo alle personali proporzioni della colonna dorica.

Taranto, Colonne Doriche (particolare)

Nata alquanto tozza nelle sue proporzioni, in base al rapporto tra il diametro e l’altezza, attraverso il pensiero costruttivo formulato sul pensiero greco del provare e riprovare forme note per trasformarle continuamente in forme nuove, è stata oggetto di una profonda riflessione da parte dei Dori tale da sviluppare un rapporto proporzionale che aprì ad un’eleganza architettonica nuova e senza precedenti.

Tali intuizioni applicate prima a piccoli santuari di culto, composti principalmente da are sacrificali, mura perimetrali, peristilio, timpano e tetto, amplificatosi poi in peristilii urbani, templi e teatri, consentirono un’evoluzione formale di pari passo con la cultura e il pensiero filosofico greco di cui le Colonne Doriche rappresentano un esempio significativo. Lo raccontano ad occhi attenti, ancora oggi a Taranto, attraverso i dettagli delle forme della sezione del tronco, della rastrematura, degli incavi perimetrali ad un quarto di cerchio, del capitello, dell’astragalo, della doppia gradinata, nonché delle travi, delle metope e dei triglifi (oggi ormai invisibili) posti tutti a fondazione un sistema costruttivopreciso, preordinato, modellato in blocchi di marmo a piè d’opera, montati a secco e ancorati a piombo fuso: ciò permetteva di sopportare i carichi della struttura primaria e secondaria e realizzava sistemi costruttivi capaci di ospitarvi timpani svettanti nel cielo, ricchi di bassorilievi, altorilievi, sculture a sbalzo e statue d’angolo.

Un'antica veduta di Taranto

Tutto un pensiero orientato a raccontare, attraverso l’architettura e l’arte, la musicalità formale del pensiero filosofico greco, frutto di una volontà e un pensiero condiviso, di cui oggi la città di Taranto ha bisogno per iniziare a re-immaginare il suo futuro, fondando la propria vita su valori diversi e nuovi ma fortemente ancorati alle sue origini.

Bibliografia essenziale:

Dario Dal Corno, La Letteratura Greca – l’età arcaica, Principato, Milano, 2002.

Francesco Milizia, Principi di Architettura Civile, Sapere 2000, Milano, 1991.

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www.domenicotangaro.it/biografia

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