Nel Parco dell’Alta Murgia gli imprenditori agricoli gestiscono il territorio

Il piano e regolamento del Parco nazionale dell’Alta Murgia sono il più importante traguardo di questi primi cinque anni di attività dell’ente. Una delle azioni più significative, inoltre, è l’attivazione di un rapporto contrattuale con gli imprenditori agricoli che prevede l’erogazione di contributi da parte del Parco per realizzare interventi di manutenzione nel territorio. Alle convenzioni, che avevano una base di 7 mila euro, hanno aderito 120 imprenditori. Nel 2011 il massimale sarà portato a 10 mila euro. L’auspicio è che possano aderire un maggior numero di operatori. E’ uno dei pochi interventi del genere in Italia. Il bilancio dei primi cinque anni di attività è stato tracciato dal direttore del Parco, Fabio Modesti.

Sono trascorsi cinque anni di attività. Può tracciare un bilancio?
«E’ un bilancio positivo quello che possiamo tracciare a conclusione di cinque anni. I primi due anni sono stati molto difficoltosi mentre gli altri tre sono stati una sorta di cavalcata per recuperare il tempo perduto, ristrutturare l’amministrazione, arrivare ad avere contatti con il territorio, fino a giungere all’approvazione della proposta di piano e regolamento del Parco, che ritengo sia il traguardo più importante di questi primi cinque anni».

A che punto è l’iter per questi due provvedimenti?
«Per il Piano è stata avviata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, che è stata  consegnata alla Regione Puglia per l’avvio del procedimento di adozione ed approvazione. Il regolamento è in attesa del parere della Comunità del Parco ed è stato inviato  inviato al Ministero dell’Ambiente per l’avvio del procedimento di approvazione».

Quale importanza ha il Parco dal punto di vista ambientale?
«Il Parco nazionale dell’Alta Murgia è una delle più importanti aree europee per la conservazione della cosiddetta pseudosteppa mediterranea. I nudi pascoli sono una risorsa importantissima naturalistica ed economica tutelata a livello europeo. La presenza di specie rilevantissime, come il lupo, è la dimostrazione che questi cinque anni sono stati importanti dal punto di vista della conservazione del territorio e dello sviluppo di alcune attività economiche».

Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 1998
uno scorcio del Parco dell'Alta Murgia

Sono stati realizzati interventi per la conservazione di questo patrimonio e la tutela ambientale?
«Il mantenimento di questi habitat in uno stato di conservazione soddisfacente, che sono caratteristici dell’alta Murgia, ha determinato oggettivamente un miglioramento ambientale. Un ulteriore elemento è il fatto che la pressione venatoria sia diminuita. La trasformazione dei terreni saldi, cioè i pascoli, in arabili, è un’altra forte dimostrazione di come molte volte, semplicemente non facendo alcune cose,si  consente di ripristinare cicli naturali di estrema importanza».

 
Avete già un programma per il futuro? «Continueremo a spingere affinchè il piano ed il regolamento del Parco siano approvati definitivamente. Stiamo mettendo in atto sul territorio una serie di attività di promozione del piano e regolamento. Continueremo le nostre azioni di conservazione e monitoraggio delle specie, soprattutto selvatiche, ed attivazione di rapporti di manutenzione con gli imprenditori agricoli e zootecnici. In questo modo, insomma, sono gli stessi operatori i gestori del territorio».

Articoli correlati