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Negozi, aria contaminata da PFC

L’aria respirata nei negozi outdoor monomarca e multimarca in Europa e Taiwan è contaminata da composti poli e perflorurati (PFC). Lo sostiene Greenpeance pubblicando le analisi effettuate a campione. Anche in Italia sono stati analizzati campioni di aria nei negozi monomarca a Milano e Torino. Il risultato è che le concentrazioni di queste sostanze volatili nei negozi presi in esame sono fino a mille volte più elevate rispetto a quelle presenti all’aria aperta. I marchi Vaude e Rotauf hanno annunciato l’adesione all’impegno della Campagna Detox dell’organizzazione ambientalista.

La campagna Detox di Greenpeace

La campagna Detox di Greenpeace

Le ricerche scientifiche dimostrano che l’esposizione a PFC volatili, come quelli rinvenuti nei campioni d’aria dei negozi presi in esame, può essere collegata all’aumento nel sangue dei livelli di acido perfluoroottanoico (PFOA), una sostanza nota per la sua tossicità e cancerogenicità. Tale esposizione è associata a numerosi effetti negativi sulla salute, compresi il cancro ai reni e testicoli. Greenpeace, pertanto, esorta le autorità sanitarie nazionali competenti ad indagare in modo approfondito i possibili impatti sulla salute dei lavoratori e dei cittadini generati dall’esposizione a queste sostanze.

La classifica basata sulle loro dichiarazioni pubbliche relative all’eliminazione dei PFC permette d’identificare in maniera chiara coloro che hanno mantenuto le promesse fatte ai consumatori. Molte aziende, che avevano dichiarato di voler eliminare i PFC entro il 2020, continuano ad utilizzarli in zaini, scarpe e sacchi a pelo mentre altre mancano di trasparenza o adeguato sistema di tracciabilità delle sostanze chimiche pericolose nelle filiere produttive. Ci sono, invece, aziende che fanno sul serio. Rotauf ha già eliminato i PFC dai propri prodotti mentre il marchio tedesco Vaude si è impegnato a farlo entro il 2018. L’impegno arriva a pochi mesi di distanza da quello dell’azienda inglese Paramo. «Migliaia di appassionati di tutto il mondo – dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia – hanno portato all’attenzione il problema ambientale generato dall’utilizzo dei PFC. Oggi alcuni marchi riconoscono la necessità di eliminare queste sostanze chimiche pericolose dalle loro filiere produttive ed utilizzare le alternative alle sostanze già esistenti».

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