Gli imprenditori del Distretto Lapideo e Confindustria, sindacati Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Ordine dei Geologi hanno lanciato l’allarme per il rilancio del settore lapideo.
Vari sono i nodi della questione “snocciolati” in una nota. La paralisi di uno dei più importanti distretti produttivi nazionali, infatti, è riconducibile all’inefficienza dell’attuale Ufficio per il controllo e la gestione del Piano Regionale Attività Estrattive (PRAE), alla mancanza dell’approvazione della nuova legge regionale sulle attività estrattive ed al mancato riconoscimento del ruolo e dignità istituzionale dell’aggregazione distrettuale. La situazione è racchiusa in alcune cifre: sono meno dell’80% gli investimenti, 400 i disoccupati in più negli ultimi due anni, 80 le aziende chiuse oltre l’indotto con il conseguente aumento della cassa integrazione.
Per superare le emergenze e rilanciare il settore, quindi, è stato chiesto urgentemente un incontro con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’assessorato regionale competente. Un primo segnale positivo potrebbe essere il quadro legislativo regionale che dia certezze per il settore e permetta alle imprese e ai lavoratori di poter programmare il loro futuro.


