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Nè qua nè là, ma nell’acqua

E’ decisamente accattivante la prima edizione del concorso Visioni d’acqua (realizzato in collaborazione con il BIFEST, l’International Film&TV Festival di Bari), riservato a cortometraggi realizzati col cellulare che avessero per tema l’acqua e il suo essere fonte di vita. Quale miglior modo per essere vicini ai giovani e far sì che si interessino all’ambiente, se non usare gli stessi mezzi di comunicazione che loro usano?  E infatti al terzo posto si è classificato Ivan Milone, dell’ITS Guglielmo Marconi di Bari, con un cortometraggio intitolato Ne’ qua ne’ là ma nell’acqua.

<p>il cantante Caparezza</p>

il cantante Caparezza

Sulla voce di Caparezza che interpreta Nell’acqua (il brano del Progetto Rezophonic con cui i più talentuosi artisti italiani sostengono numerosi progetti sociali)  è delineata una giornata tipo, scandita da un orologio digitale e da un contatore di litri d’acqua: in questo modo tanti piccoli gesti – lavarsi i denti, farsi la barba, bere un bicchiere di vino (quanti sanno che per irrigare una vite servono 120 litri di acqua?)  acquistano un senso. «Ho scelto questo tema – racconta ad Ambient&Ambienti Ivan, che ha realizzato il corto in collaborazione con Claudio Ciani, Michele De Donno, Nicola De Liso  – perchè mi sembrava il più incisivo agli occhi di chi sta davanti allo schermo. Credo che ogni italiano debba rendersi conto di quanta acqua spende al giorno, ma sopratutto di come la spende. Stare 30 minuti sotto la doccia non ti rende più bello e profumato, lasciar scorrere l’acqua mentre ci si lava i denti non ti rende il sorriso più splendente. L’unico primato che otteniamo così è quello di paese più sprecone d’acqua d’Europa».
Il contatore arriva a segnare 215 litri, e 215, tra l’altro, era proprio il titolo originale del corto; questo numero allude ai 215 litri che ogni italiano consuma in media giornalmente «in un mondo in cui per soddisfare l’indispensabile – continua il giovane regista – servono 40 lt pro capite! Voglio far capire che, oltre ad essere primi in Europa, siamo anche terzi nel mondo. Spero che qualcuno veda e capisca il significato del mio video ».
L’impegno di Ivan, come è logico aspettarsi, non si è fermato al cortometraggio, ma è costante e consapevole, nonostante venga da un ragazzo. «Ho cominciato ad essere più “rispettoso” nei confronti dell’acqua un giorno d’inverno. Successe che, un sabato ovviamente ogni membro della famiglia doveva lavarsi, i maschi sbarbarsi etc. Io fui l’ultimo, ma l’acqua finì appena entrai nella doccia. Mi innervosii talmente tanto che per rimediare presi una bottiglia d’acqua frizzante e cominciai a lavarmi con quella. Fu divertente se la vediamo in un certo punto di vista; ma da quel giorno ho capito che avrei dovuto essere più parsimonioso nei consumi dell’oro blu».

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