Nave carica di amianto verso il Salento. È giallo

Gallipoli

Un nave carica con 20 tonnellate di amianto proveniente dalla Sicilia e diretta verso il porto di Gallipoli? L’allarme lanciato da alcuni politici e ambientalisti salentini ha perso peso ma la tensione resta. A ridimensionarlo ci hanno pensato prima il comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli e poi la ditta REI srl, titolare della discarica sita tra Nardò e Galatone che dovrebbe ricevere e smaltire tra pochi giorni l’ingente carico di amianto.

La REI srl attraverso una nota ha precisato che sono “in arrivo dalla Sicilia circa 5.000 tonnellate di terreno contenente piccoli frammenti di eternit, incapsulato in sacchi ermetici (bigbags). È stata avviata per ora una procedura informativa ma non vi è a tutt’oggi nulla di definito e di deciso”.

Una bigbag

La conferma rispetto al sito destinato allo smaltimento dei rifiuti è arrivata dallo stesso comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli Attilio Daconto, perché contenuta nella documentazione allegata all’istanza pervenuta alla stessa Capitaneria. “Al momento esiste solo una richiesta arrivata una decina di giorni fa in Capitaneria, proveniente da un’agenzia marittima locale, con la quale si chiede l’eventuale fattibilità per l’ormeggio di una nave carica di amianto destinato allo smaltimento in discarica”, ha ribadito Daconto, che poi ha aggiunto: “A tutt’oggi  non c’è una previsione di arrivo, tantomeno una richiesta formale di accosto, né abbiamo indicazioni sulla nave e sull’ammontare preciso del carico di amianto”.

Della vicenda si è interessato l’assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro.

“Specifico – ha detto Nicastro – che l’impianto cui sarebbe destinato il carico, risulta autorizzato ai sensi del D. Lgs. 152/2006 dalla Provincia di Lecce con D.D. n. 2323 del 10/08/2009 come discarica per inerti e di rifiuti speciali non pericolosi: in particolare con successiva D.D. n. 83 del 20/01/2011 è stata rilasciata l’AIA (provinciale) per la discarica monomateriale di rifiuti non pericolosi per smaltimento di materiali da costruzione contenenti amianto eccedenti le 10 tonnellate come previsto dal Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27 settembre 2010”.

Infine, prosegue Nicastro, “trattandosi di rifiuti speciali, essi sono soggetti a libera circolazione su tutto il territorio comunitario (sentenza della Corte Costituzionale n. 10 del 2009), in virtù della possibilità di preventivare in modo attendibile la dimensione quantitativa e qualitativa del materiale da smaltire”.

“Ad ogni buon conto – conclude l’assessore – sono certo che i competenti uffici della Provincia di Lecce eserciteranno i poteri di verifica e controllo individuati dal 152/06 sia sul sito che in relazione al conferimento per tranquillità di tutti e a tutela della salute dei cittadini e della matrice ambientale”.

Ma, intanto, la tensione, nel frattempo lievitata, in provincia di Lecce, non sembra essersi ancora estinta. Le prime reazioni all’allarme si sono sollevate proprio dai luoghi interessati dall’eventuale approdo e smaltimento: Gallipoli, Nardò e Galatone. La previsione di scarico e smaltimento di un quantitativo comunque considerevole (5 mila tonnellate) di amianto preoccupa le popolazioni non solo per l’entità del materiale stesso ma anche per la già precaria situazione dell’area interessata dall’esistenza della discarica della REI. A pochi passi da questa c’è infatti la discarica di Castellino, chiusa nel 2007 ma di fatto mai avviata alla fase di post gestione. A parlare sono i stati i politici locali Quintana, Frasca, Siciliano e i sindaci Risi e Nisi. Attraverso Comuni e Provincia sono state allertate Asl e Arpa. Mentre ad allertare il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ci ha pensato la parlamentare del Pd, Teresa Bellanova.

(Le dichiarazioni dell’assessore Nicastro sono state raccolte da Gianni Avvantaggiato)

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