National Butterfly Center rischia di chiudere: in pericolo biodiversità ambientale

Il National Butterfly Center, uno dei poli che accoglie il maggior numero di specie di farfalle, è minacciato dalla politica di Trump.

National Butterfly Center: Donald Trump contro le farfalle.
La sicurezza nazionale contro la biodiversità ambientale.
Quando questioni politiche e ambientali si intrecciano non è facile trovare una comunione di intenti, con il rischio che l’una finisca inesorabilmente per sovrastare l’altra. E di solito è la prima che detta le proprie condizioni sulla seconda, alle volte per ragioni legittime.
Forse non in questo caso.
Entriamo nelle trame della vicenda.

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National Butterfly Center: il muro anti-immigrazione e il santuario delle farfalle

Il Presidente degli Stati Uniti d’America – non è una novità – sta portando avanti il progetto di innalzamento del muro tra il Paese americano ed il Messico, per mettere un freno all’immigrazione messicana. Un’opera discutibile (tant’è che in Messico è chiamato “muro delle vergogna”) che ha avuto inizio con Bush senior ad inizio anni ’90.
Il muro, però, nella sua linea di innalzamento andrebbe ad intersecarsi con il National Butterfly Center, in Texas.
Il parco naturale, aperto nel 2003 e definito “santuario delle farfalle”, è uno dei più grandi al mondo dei variopinti insetti che volano, e ne custodisce più di duecento specie di oltre sessanta varietà diverse.
Una questione tutt’altro che semplice da gestire, perché se da un lato il Centro accoglie anche esemplari a rischio estinzione, dall’altro il Dipartimento di Sicurezza Nazionale nel 2005 ha sancito la possibilità da parte del governo di poter derogare da alcune leggi ambientali appannaggio di quelle di sicurezza.
A quanto pare, una situazione di cui Trump sembra volersi avvalere.
Come è successo con il Santa Ana Wildlife Refuge , altro parco naturale del Texas con quasi 400 specie di animali, minato nella sua opera dallo stesso “muro delle vergogna”.

National Butterfly Center: l’opposizione di Marianna Wright

Marianna Trevino Wright, direttrice del National Butterfly Center

Naturalmente la presa di posizione di Trump ha generato non poche perplessità, per dirlo con un eufemismo.
Molte critiche, la principale e più diretta arriva dalla direttrice del National Butterfly Center, Marianna Wright, che non manca di sottolineare la grande importanza che il parco ha per l’ambiente e per Mission, la cittadina texana dove si estende il Centro.
Importante chiaramente per la farfalle che vi abitano e per la vegetazione, considerevole anche il fattore economico; l’ecoturismo ha preso molto piede, specie negli ultimi anni, e l’erezione del muro in questa porzione di terra – che dovrebbe partire dal prossimo febbraio – impedirebbe alla proprietà del Centro di accedere a circa il 70% del suolo attualmente adibito a flora e fauna.
Un grosso danno anche sul piano più squisitamente economico, poiché, riprendendo le parole della dottoressa Wright, «il turismo ambientale nelle contee interessate contribuisce per oltre 450 milioni di dollari».
Limitare così tanto l’attività del National Butterfly Center vorrà dire di fatto chiudere il centro, lasciare che queste zone vadano lentamente a morire e – sempre in virtù della legge del 2005 – non poter nemmeno reclamare nulla.
In nome della sicurezza nazionale. O almeno così dice Trump.

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