Natale zero sprechi, cominciamo dalla tavola

pranzo natale
Un pranzo di Natale per 4 persone può portare all'emissione fino a 150 kg di CO2, l0'equivalente di un volo Milano-Londra

Il pranzo del 25 dicembre può inquinare quanto un volo da Milano a Londra. Scegliamo allora prodotti a km zero. Ecco come fare

Per forza di cose Natale 2020 sarà un Natale più semplice, ma non è detto che debba essere più triste o più “povero”. Soprattutto il pranzo del 25 dicembre è il banco di prova per ripensare i nostri stili di vita con l’occhio (e il portafoglio)  rivolto alla salvaguardia e alla protezione dell’ambiente. Ma perché proprio il pranzo di Natale? E’ stato calcolato che la réunion di una famiglia tipo di 4 persone si traduce in un impatto di circa 150 kg di Co2, pari a un passeggero in volo da Milano a Londra.

Quanta CO2 nel pranzo di Natale!

Il conto è presto fatto. Basta misurare la somma dell’impronta di un piccolo antipasto a base di tartine e salumi (300 grammi di salame equivalgono a 5 chili di Co2 emessa per produrlo), la preparazione del classico piatto di cappelletti in brodo (una sola porzione costa 4 chili di Co2), l’arrosto lasciato sul fuoco per oltre 2 ore (un chilo di produzione di carne bovina genera circa 15 kg di co2), l’acquisto di frutta importata come noci e datteri (1 kg di noci in arrivo dal Sud America percorrendo 11 mila km ne produce 15 kg), contorno, acqua minerale, panettone e prosecco raffreddato in frigo a 5°C. (dati Pulsee). Ecco allora una scelta consapevole che non significa rinuncia ai piaceri della tavola: una selezione di un menù con meno carne, più frutta e verdura e altri generi alimentari freschi e facilmente rintracciabili a km 0.

 “Anche a Natale compra locale!”

POST anche a NAtale compra localeQuesto è lo slogan della campagna di comunicazione che parte dalla Calabria con il Polo ambiente e rischi naturali (Polo NET) in collaborazione con la BPER (un tempo Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, e sotto il patrocinio gratuito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La campagna, lanciata già a Natale del 2019, quest’anno ha una valenza più forte perché vuole rimarcare non solo il tema ambientale ma soprattutto vuole indirizzare all’acquisto di prodotti ed alla conoscenza delle aziende del territorio. Un gesto eticamente corretto per chi, come i produttori e i commercianti sono rimasti in prima linea, nonostante la pandemia, per assicurare beni primari e continuare a erogare servizi e prodotti.

Perché comprare prodotti a km. zero? Anzitutto perché è un gesto che dà risalto ai prodotti regionali, poi perché permette di avere un rapporto diretto con il produttore che accogliendoci nel punto vendita della sua masseria, fattoria, cantina, azienda, negozio, ci offre la possibilità di avere un contatto diretto con l’ambiente, gli animali, i processi e le persone che stanno dietro alla produzione dell’olio, del vino, del formaggio, del caffè, della frutta, delle verdure, del miele, etc. Infine perché  il consumatore impara la stagionalità e si trasforma in un consumatore consapevole e preparato, ed inizia a guardare con occhio più attento i prodotti della propria terra. Comprare prodotti a km zero aiuta anche i negozi di prossimità spesso legati all’economia del territorio e, infine, contribuisce a ridurre le emissioni di CO2. Dunque, una scelta etica che fa bene all’ambiente (e anche alla nostra salute).

 Frutta e verdura anti-spreco per un Natale sostenibile, sano e solidale

C’è un’altra maniera di festeggiare il Natale a tavola in modo green, stavolta scegliendo la modalità online. Complice il contesto attuale, la maggior parte degli Italiani quest’anno acquisterà infatti sul web i regali per i propri cari da far recapitare direttamente a casa, con un’attenzione particolare a scelte di acquisto che sposano una filosofia di vita sostenibile, sempre più diffusa tra i consumatori.

Babaco_boxUna proposta può essere quella di regalare a Natale cesti di frutta e verdura. Babaco Market, il primo delivery di frutta e verdura “anti spreco in Italia, offre l’opportunità perfetta per fare un dono che unisce l’utilità del servizio a domicilio a scelte di consumo rispettose dell’ambiente e a sostegno di una sana alimentazione. Babaco Market consegna infatti tutti quei prodotti che, con piccoli difetti estetici (prodotti troppo piccoli o con difetti nella buccia, con lievi imperfezioni, in eccesso) non conformi agli standard di altri canali di distribuzione, verrebbero altrimenti destinati allo spreco. Ma non solo, per tutto dicembre Babaco intraprende un’iniziativa di solidarietà, devolvendo per ogni ordine effettuato dal sito, 1kg di frutta e verdura al Refettorio Ambrosiano,  che distribuisce pasti ai più bisognosi nella città di Milano. Continua invariata anche la distribuzione dei prodotti invenduti a RECUP, l’associazione charity che combatte lo spreco alimentare e l’esclusione sociale redistribuendo i prodotti attraverso la rete dei mercati rionali. Con questa iniziativa, Babaco stima di donare tra i 1.500 e i 2.000 kg di frutta a verdura.

Per ordinare le ceste “solidali” per sé o come regalo, basta abbonarsi al sito con i suoi vari box di frutta e verdura di stagione di diverse misure. Oltre ai prodotti di stagione, di altissima qualità ma leggermente imperfetti, ogni box include anche eccellenze della produzione italiana provenienti da piccoli agricoltori che coltivano secondo metodi tradizionali e presidi Slow Food che salvaguardano la tradizione gastronomica locale italiana, unica al mondo, come ad esempio antiche varietà di mele, che difficilmente trovano spazio nella grande distribuzione; le Susine di Monreale e le Carote colorate di Polignano. Inoltre, per contribuire ulteriormente ad una spesa ecosostenibile, Babaco ha eliminato l’uso della plastica, riducendo al minimo gli imballaggi e prediligendo lo sfuso.

Solo a Milano con Babaco sono state salvate da maggio a oggi oltre 10 tonnellate di frutta e verdura, di cui 6 solo nel mese di settembre, raddoppiando la quantità di prodotti recuperati rispetto alla media dei mesi precedenti.

 

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