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Natale senza sprechi, i consigli della Fipe

cenone in casa

Quest’anno attenzione agli sprechi per un cenone gustoso e “risparmioso”

La Fipe – Federazione Italiana pubblici esercizi – ha stilato un piccolo vademecum  con sette regole di buonsenso per un Natale senza sprechi. Eccole

1)      Acquistare prodotti di stagione: sono più buoni e questa è una valida ragione per ridurre il rischio che finiscano nella spazzatura.

2)      Scegliere le ricette della tradizione: consentono un uso più versatile del prodotto (p. es. gallina o cappone per il brodo, per il ripieno dei tortelli e come secondo piatto).

3)      Scrivere il menu, non tenerlo a mente: è un modo efficace per avere una visione di insieme della quantità di cibo che verrà servita evitando di concentrarsi su ogni singola portata.

4)      Pesare il prodotto: è il modo migliore per assicurarsi equilibrio tra prodotto utilizzato e fabbisogno dei commensali (esempio: lenticchie a crudo 70 gr., cotechino a crudo 150 gr.).

5)      Abbattere la temperatura del prodotto avanzato: con abbattitori per uso domestico è possibile allungare la conservazione, in frigorifero a temperature positive, del cibo avanzato fino a 10 giorni.

6)      Riutilizzare le eccedenze: il panettone, ad esempio, può essere utilizzato come pan di spagna per la zuppa inglese o per il tiramisù.

7)      Andare al ristorante: è una valida alternativa per ridurre gli sprechi in cucina…ma quello che non si mangia si porta a casa chiedendo il doggy bag.

Sempre la Fipe diffonde dati rassicuranti sulla presenza degli italiani al ristorante il giorno di Natale, che è stata pari al 12% , in crescita del 2,8% rispetto allo scorso anno. La spesa stimata è stata di 308 milioni di euro con una spesa media pro capite di 50 euro.

Cenone di fine anno casalingo, invece, per l’86,5% della popolazione (52 milioni di italiani), in percentuale maggiore gli over 55, le famiglie e le persone residenti nel Centro Italia. Nel complesso 4,7 milioni di italiani, ossia il 7,7% della popolazione, passeranno la Vigilia al ristorante, soprattutto i giovani e giovanissimi e i residenti nelle regioni del Sud. Poco più di un milione (1,9%) chi consumerà la cena della Vigilia in un ristorante all’estero, percentuale che cresce significativamente salendo lungo lo Stivale, in particolare tra i residenti nelle regioni del Nord Est (3,8%) e del Nord Ovest (4,1%).

 

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