Natale, conto alla rovescia: si scaldano forni e fornelli

pranzo natale
Un pranzo di Natale per 4 persone può portare all'emissione fino a 150 kg di CO2, l0'equivalente di un volo Milano-Londra

Ci stiamo preparando per il tour de force natalizio a tavola, nonostante il Covid e il maltempo

Il Natale è la Nascita di Gesù, è il momento dei regali, è aggregazione e convivialità incondizionate. Ma il Natale è importante per gli italiani anche perché è un momento fondamentale di aggregazione a tavola.

In tutto il mondo ha più o meno le stesse caratteristiche, ma non è da tutti superare indenni la “tre + due giorni” a tavola. Il 24, il 25, il 26 dicembre, il 31 dicembre e il 1 gennaio, sono 5 giorni di pranzi, cene, spuntini, merende, ore del thè, visite di amici e parenti, colazioni, dolci e lecconie di ogni tipo, alle quali è impossibile rinunciare. È un diritto e un dovere. La situazione si aggrava quando il 23, il 27, il 30 dicembre e il 2 gennaio sono domenica. Stessa cosa, il giorno dell’epifania, il 6 gennaio, se è preceduto o seguito da una domenica.

Di solito al Nord Italia e nelle grandi città, le festività a tavola sono piuttosto sfarzose ma contenute, ma al Sud o nelle zone interne e montane o nei piccoli centri, il Natale provoca un’overdose di sapori, emozioni e sentimenti, farciti da tavolate pantagrueliche e addobbi da far invidia persino a Babbo Natale, ma sempre di gran gusto.

E così, le festività natalizie finiscono con 15 chilogrammi in più addosso e obbligo di inscrizione alla palestra per cercare, o quantomeno di illudersi, di recuperare il peso forma.

La spesa natalizia per Coldiretti Puglia

Le festività in Puglia sono un must irrinunciabile, da vivere e apprezzare appieno. Da buongustai, i pugliesi, dopo il presepe, l’albero, gli addobbi e i regali, pensano alla tavola. Secondo Coldiretti Puglia, quest’anno in Puglia si spenderà in media 130 euro a famiglia, il 38% in più rispetto alle feste del 2020, condizionate dal lockdown. Ma l’aumento dei contagi sta condizionando la spesa. Secondo il sondaggio Coldiretti/Ixe’, il 9% dei consumatori italiani destinerà al pranzo natalizio non più di 30 euro, mentre un altro 18% si fermerà tra 30 e 50 euro. Il 20% spenderà tra 50 e 100 euro, il 32% tra 100 e 200 euro, il 6% tra 200 e 300 euro. Ma c’è anche un 3% che andrà oltre i 300 euro mentre un 4% preferisce non rispondere. Il 95% degli italiani acquisterà per le feste soprattutto prodotti italiani, solo il 3% sceglierà prodotti stranieri, mentre un 2% rinuncerà alla qualità per risparmiare.

Cosa mangiano i vegani?

alimentazione vegana (Courtesy of Babaco)

Chi invece anche a Natale rifiuta carne, pesce, latte, uova e loro derivati, non ha alcun motivo di preoccuparsi, perché anche con la cucina vegana si può “festeggiare a tavola il Natale. Se per le pietanze principali ci sono validi sostituti, per i dolci è un po’ più difficile. Al posto di uova, burro e latte, il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano suggerisce di usare farina di lupino dolce, farina di carrube e semi oleosi macinati o farina di mais. Questa miscela va amalgamata con acqua minerale. Oppure farina di soia e acqua minerale gassata, o semi di lino finemente macinati a due cucchiai di acqua minerale. Anche la purea di frutta può fungere da sostituto dell’uovo. Al posto dell’albume si può montare l’acqua di cottura dei ceci aggiungendo un cucchiaino di lievito in polvere, cremortartaro, e uno di farina di semi di carrube. Si può anche aggiungere un pizzico di curcuma macinata. Il latte di mucca si può sostituire con bevande di avena o di soia. Al posto del burro si può usare margarina vegetale pura, grasso di cocco, purea di noci o olio vegetale insapore.

Gli stampi in silicone

Un altro elemento delle festività in genere sono gli stampi in silicone. Ideali per far dolci squisiti, se hanno subito il trattamento termico prima di commercializzarlo, non c’è alcun problema. Se c’è qualche sospetto, prima di utilizzarli, bisogna «sciacquarli accuratamente – raccomanda Silke Raffeiner, nutrizionista del CTCU – e cuocerli vuoti in forno a 200°C per un’ora e infine di sciacquarli nuovamente con cura. Se è idoneo al contatto alimentare, avrà impresso il simbolo del bicchiere e della forchetta. Ungere occasionalmente la superficie dello stampo, dopo averlo pulito, aiuta a mantenere il rivestimento antiaderente».

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