Natale, avanzi a tavola? Coldiretti Puglia: facciamo  timballi e polpettoni

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Più di 1 consumatore su 2, pari al 54% dei cittadini, ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari

 Otto pugliesi su dieci recuperano gli avanzi dei pranzi di Natale. Come non buttarli? I consigli del Centro Tutela Consumatori Utenti  a proposito di cibo in scadenza

Quasi otto pugliesi si dieci (78%) trovano a tavola gli avanzi di cenoni della vigilia e pranzi di Natale che vengono riutilizzati in cucina con una nuova sensibilità verso la riduzione degli sprechi spinta dalla crisi economica legata alla pandemia. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata dopo Natale dalla quale si evidenzia che c’è un altro 11% che ha messo tutto in freezer per utilizzarlo nelle prossime settimane. Solo nell’8% delle famiglie non avanza niente mentre l’1% dona in beneficenza mentre nessuno dichiara di buttare i resti del pranzo o del cenone nel bidone.

Più di 1 consumatore su 2, pari al 54% dei cittadini, ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari, con i pugliesi che hanno riscoperto le ricette  – spiega Coldiretti Puglia – con gli avanzi di cucina grazie al boom del ‘fai da te casalingo’ a causa delle limitazioni per la diffusione della nuova variante Omicron del Covid. Il risultato è stato un aumento del 38% della spesa in Puglia per il cibo rispetto allo scorso anno per un valore medio di 130 euro a famiglia – sottolinea Coldiretti Puglia – mentre la preparazione casalinga del pasto principale del Natale – continua la Coldiretti – è salita ad un tempo medio di 2,9 ore.

Parola d’ordine: trasformare

Un’alternativa molto diffusa alla conservazione in frigo – aggiunge Coldiretti Puglia – è la “trasformazione” degli avanzi in nuovi piatti, con la cosiddetta cucina del giorno dopo. Polpette o polpettoni a base di carne, timballi o tartare di pesce sono ottime soluzioni per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare – sottolinea la Coldiretti regionale – un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille.

La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un eccellente “torrone”, mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme.

Come ottimizzare il frigo

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Le pietanze non devono essere inserite nel frigo quando sono ancora calde ma vanno adeguatamente coperte e non ammassate l’una sull’altra, per permettere al freddo di circolare

Per conservare il cibo comunque rimasto dal giorno prima ed evitare di gettarlo nella spazzatura Coldiretti ha elaborato alcuni consigli, a partire dall’utilizzo corretto del frigorifero. Le pietanze non devono essere inserite quando sono ancora calde ma vanno adeguatamente coperte e non ammassate l’una sull’altra, per permettere al freddo di circolare. Quelle più facilmente deperibili – continua Coldiretti – devono inoltre essere collocate nella parte bassa del frigo. Quando ad avanzare sono interi vassoi di cibo il congelatore può essere un’ottima soluzione, ma è sempre meglio dividerli in piccole porzioni così da consumare di volta in volte solo le quantità che servono.

Per scongelarle si può utilizzare il forno a microonde o il vapore di una pentola piena di acqua calda, ma la soluzione migliore, seppure più lenta, è quella di utilizzare il frigo, dove il passaggio di temperatura è più costante. Una volta scongelate, le pietanza vanno consumate entro 24 ore e non possono essere congelate nuovamente. Allo stesso modo – prosegue Coldiretti – il cibo avanzato non va riscaldato più di una volta. Quando vanno messi sui fornelli, minestre, sughi e salse del giorno prima vanno fatte bollire mentre per gli altri piatti si consiglia comunque di portare la temperatura sopra i 70 gradi. In questo modo saremo sicuri – conclude Coldiretti – di evitare il rischio di proliferazione di batteri. Al momento di scegliere il tipo di contenitore da utilizzare, una buona soluzione può essere il vetro, a partire dai barattoli con tappo a chiusura ermetica che consentono di conservare meglio le caratteristiche organolettiche del cibo. L’altra soluzione, più “tecnica”, è l’uso del sottovuoto che permette di allungare ulteriormente la “seconda vita” delle pietanze.

Cosa fare con gli alimenti scaduti?

Quando il termine minimo di conservazione (“Da consumarsi preferibilmente entro”) è stato superato e ci sono dubbi sulla commestibilità di un prodotto, si può  controllare con i propri sensi. Per prima cosa, va guardato attentamente se c’è della muffa o qualcosa di simile. Se non si vede nulla di sospettoso, si può annusare il prodotto ed infine assaggiarlo. Nel caso in cui il profumo ed il sapore del prodotto non risultassero sgradevoli, allora è ancora commestibile. La stragrande maggioranza degli alimenti con un termine minimo di conservazione sono ancora perfettamente commestibili oltre la data riportata, a volte anche mesi dopo, a seconda del prodotto, purché non siano stati aperti e siano stati conservati correttamente. Solo gli alimenti con una data di scadenza (“da consumarsi entro”) non devono essere consumati dopo questa data e vanno smaltiti.

Qui I consigli del Centro Tutela Consumatori Utenti

 

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