«Le disastrose conseguenze degli eventi sismici e dei sempre più frequenti eventi calamitosi impongono, alle istituzioni nazionali e locali e alla comunità scientifica, di rinnovare il responsabile impegno a sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, cui far corrispondere una costante e puntuale azione di vigilanza e controllo del territorio e dell’ambiente»: ad affermarlo è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata ai governatori Stefano Caldoro della Campania, Nichi Vendola della Puglia e Vito De Filippo della Basilicata, in occasione del trentennale del terremoto dell’Irpinia.
Il 23 novembre 1980 una scossa di magnitudo 6,9 ha messo in ginocchio l’Irpinia: l’area di 17mila kmq compresa tra Campania e Basilicata viene duramente colpita, con il tragico bilancio di 2.914 morti, 10mila feriti e 280mila sfollati.


